Quanto erano belli i libri con le carte decorate…

Nel procedimento di assemblaggio dei libri – la legatoria –, le carte decorate erano un tempo utilizzate per le copertine, o per integrare le legature, o come “carte di guardia” (quelle che, proteggendo le prime pagine stampate del blocco del testo, facevano da “vestibolo” al vero e proprio volume).

Nel XVIII secolo le carte decorate raggiungono in Europa l’acme della raffinatezza artistica. Una tradizione ormai purtroppo scomparsa.

In Italia i centri di produzione più importanti si trovavano a Bassano del Grappa (dove operavano i Remondini, una famiglia di tipografi attiva fino al XIX secolo), a Napoli, a Roma, a Firenze e a Bologna.

Carte xilografate (le più antiche), dorate (tipiche della Germania, a rilievo o meno), marmorizzate (anche queste di tradizione antica), carte a colla (decorate con colori a base di colla di farina): così le fantasie cromatiche e grafiche esplodevono nelle pagine dei libri.

Anche la lettura ne guadagnava in meraviglia.

Ecco una serie di settecentesche carte xilografate e dorate.

(le foto sono tratte dal libro, curato da Piccarda Quilici, “Carte decorate nella legatoria del ‘700 dalle raccolte della Biblioteca Casanatense”, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 1989)

March 12, 2014