Preghiera e poesia nella Grotta del Turco a Gaeta

Gaeta, Grotta del Turco, Montagna Spaccata - Turk's Cave, Broken Mountain

La Grotta del Turco, a Gaeta, nel Lazio, è la parte profonda di una ferita della roccia, la fenditura, detta Montagna Spaccata, apertasi nel fianco occidentale del Monte Orlando: essa, secondo una tradizione, si originò nel momento della morte di Gesù, contemporaneamente allo squarcio del velo del Tempio gerosolimitano.

A tale tradizione non credette un marinaio turco. Così, al diffidente fu concesso un miracolo particolare: la roccia su cui aveva appoggiato la mano si ammorbidì come cera perché l’orma vi rimanesse impressa. E in memoria del beneficiario del prodigio, oltre che la traccia della sua mano, resta pure il nome della Grotta.

Da queste parti si ritirava in preghiera san Filippo Neri che, secondo il biografo Alberto Venturoli, passava delle ore intense di contemplazione e di gaudio nell’incavatura di una delle rocce situata fra cielo e mare.

“Pippo Buono” era solito fermarsi anche presso la chiesetta costruita un secolo prima su un masso che, crollando dall’alto, s’era incastrato tra le strette pareti della fenditura: è il piccolo santuario della Santissima Trinità.

Il grande poeta Eugenio Montale, nella lirica “Elegia di Pico Farnese”, parla dello spacco del masso / miracolato che porta / le preci in basso, spiegando come tali versi alludano proprio a questo luogo, alla rottura della roccia lungo la quale il suono delle litanie scendeva dall’alto in basso, nella valle.

Una ferita di bellezza, di preghiera e poesia.

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July 10, 2015

Preghiera e poesia nella Grotta del Turco a Gaeta

Gaeta (Lt)
Via Santissima Trinità