Pantalica e l’Anapo, fiume del tempo

Pantalica, necropoli, Siracusa, Sicilia - necropolis, Syracuse, Sicily

Pantalica è un’antichissima necropoli rupestre, in provincia di Siracusa. Fa parte dei siti dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

L’altopiano su cui si trova è circondato dalle gole scavate nei millenni dal fiume Anapo.

L’Anapo, scrive il giornalista siciliano Roberto Giardina, sale verso Pantalica, e in cinquanta chilometri, dalla foce alla sorgente, si va dalla nostra Siracusa, dove si prega la Madonna in quello che era il tempio di Athena, alla Sicilia preistorica, prima dei tempi di Omero.

Le popolazioni locali furono ricacciate dai coloni greci, dagli invasori, verso l’interno, si ritirarono lungo l’Anapo, a Pantalica, che era da sempre il loro regno dei morti. È il mitico regno di Hyblione, i cui resti più recenti risalgono al XIII secolo a.C., l’epoca di Troia. Si sale per una valle rocciosa, in cui si aprono migliaia di buchi neri, le tombe di un’immensa necropoli. Le scavarono con grande fatica nel calcare con asce di bronzo o di pietra, perché l’età del ferro non era ancora iniziata. E vi portavano i loro morti da tutta la Sicilia.

Pantalica viene dall’arabo “Buntarigah”, che significa “grotta”. Qui si insediarono i primi abitanti del Mediterraneo giunti dall’Africa, cinquantamila anni prima della nostra era, forse settantamila (“L’Europa e le vie del Mediterraneo”, Bompiani, Milano 2006).

Pantalica non è un paese, ha spiegato Cesare Brandi, ma un luogo remoto, che fu necropoli; forse anche il nucleo di un regno siculo, d’epoca micenea, poi ancora un piccolo aggregato bizantino. Di tutte queste vicende, Pantalica si conserva come un teschio: grandi occhiaie vuote, allineamenti di grevi massi rozzamente sbozzati, come residuo di una reggia. Le occhiaie vuote sono le tombe preistoriche o forse in seguito anche abitazioni, qualcosa come i Sassi di Matera, ma senza parti costruite, senza aggiunte […].

Ma la cosa straordinaria di Pantalica è la sua struttura a grandi e profondi burroni prodotti, nella roccia durissima, dai due torrenti, il rio Bottigliera e il “quasi fiume” Anapo, quello che poi a Siracusa si ornerà di papiri lungo le rive […]. Ora questi splendidi crepacci, che si vedono dall’alto, e serpeggiano come se invece che scavati nella roccia fossero in un letto di sabbia, hanno ciuffi di verde, qua e là, e, nel fondo, addirittura un fiume, ma di verde: l’acqua è nascosta fra quelle piante (“Viaggi e scritti letterari”, Bompiani, Milano 2009).

Photos via: ©Bert Kaufmann, ©Pietro Columba, ©Salvatore Calafiore, ©Andrea, ©Roberto Bombardieri, ©Thomas Weidner, ©Andrew Malone, ©Sunnytimes, ©Luca, ©hiddelbee, ©Carlo Columba

December 17, 2015

Pantalica e l’Anapo, fiume del tempo

Ferla e Sortino (Sr)