Pacentro, anima inquieta e sapidi cibi

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Eccoci a Pacentro, paese medievale nel cuore del Parco nazionale della Majella, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, fondato, secondo una leggenda, da Pacinus, eroe troiano che, lasciato Enea sulle rive del Tevere, s’inoltrò per il Sannio stabilendosi ai piedi del Monte Morrone.

A settecento metri d’altezza si erge il Castello Caldora Cantelmo, citato da cronache risalenti alla metà del X secolo e considerato il simbolo del paese. È una delle fortezze più belle d’Abruzzo, un tempo parte del sistema difensivo della Valle Peligna, insieme ai castelli di Popoli, Introdacqua, Anversa, Pettorano e Roccacasale.

Un po’ più verso la valle svetta il pinnacolo di un campanile: è quello della chiesa parrocchiale cinquecentesca di Santa Maria Maggiore o della Misericordia, il cui soffitto centrale raffigura il trionfo della Madonna in Paradiso.

Pacentro ospita anche una delle prime fabbriche di pasta della valle Peligna: è l’Antico pastificio “Morrone-De Cecco”, fondato nel 1880 e in attività fino al 1949. Le più recenti guide turistiche del paese non mancano poi di ricordare la presenza di Casa Ciccone, dove risiedettero fino al 1919, anno in cui emigrarono in America, i nonni della cantante Madonna, che visitò l’abitazione nel 1980 e nel 1987.

Così il grande scrittore Giorgio Manganelli (1922-1980) parla di Pacentro e delle sue specialità culinarie: Illustre sede dei peligni, dove l’anima inquieta cittadina trova tregua nella grazia di sapidi cibi, ad esempio fettuccine con tartufo e zafferano e fegatello di capretto. Medievale è il borgo peligno, illustre di incattiviti castelli, e orgoglioso di nobile chiesa. Ma, mentre la pioggia incalza frigida e trista, ignaro di compiacimenti estetici, mi arrendo alle delizie di un cibo corposo e arguto. Sul cibo d’Abruzzo credo mi accadrà di scrivere ancora, ma questo vorrei dire fin d’ora, quanto sia squisitamente pastorale e insieme arcadico, cioè non esente da una punta di non distratta letteratura; un mangiare colto, e non privo, oserei dire, di qualche garanzia metafisica (G. Manganelli, “La favola pitagorica”, Adelphi, Milano 2005).

March 1, 2019

Pacentro, anima inquieta e sapidi cibi

Pacentro (L'Aquila)