Offida nelle parole di un innamorato

Offida, Marche, Ascoli Piceno, Borghi più belli d'Italia

Allo sguardo di chi vi arriva da Ascoli Piceno, Offida sembra posta in pianura, benché in realtà si trovi fabbricata su un’interna collina fra le tante che pur si elevano a settentrione della Valle del Tronto.

Così viene presentata in un testo del del XIX secolo (le “Memorie istoriche della città di Offida nella Marca d’Ancona”, di Carlo Arduini, Fermo 1844) questa splendida cittadina delle Marche, annoverata nel club dei “Borghi più belli d’Italia”: È pittoresca la prospettiva che se ne ha prima che per siffatto cammino vi si giunga. E da vicino sorge reclinata come in un pendio dolcissimo, tutto coltivato e messo ad orti.

L’autore di questo antico testo, evidentemente innamorato di Offida, continua ad avvicinarsi con le parole al sito: L’occhio ingannato si ferma con sorpresa e piacere al gruppo indistinto delle case sopra cui spunta la cupola della nuova Chiesa Collegiata con la torre di Sant’Agostino e del palazzo del Comune; e poco lontano, in fondo all’abitato, si vede giganteggiare il gran tempio di Santa Maria Vecchia [Santa Maria della Rocca, ndr], già residenza dei Benedettini Farfensi.

Prima di accompagnare il lettore nella visita agli altri monumenti – per esempio, il trecentesco monastero di San Marco, la chiesa dell’Addolorata e il Santuario del Beato Bernardo –, l’autore trova il tempo per una dotta citazione letteraria, un distico latino tratto da un poema di un autore del XVI secolo, Francesco Panfilo, che vale la pena di riportare: “Nobilis interius laetis iacet Auphida campis / Urbs munita loco, divitiisque potens”; “Internamente a lieti campi in mezzo sta la nobile Offida / adorna e forte di rocca e mura, e che potente fanno le sue ricchezze e il cittadin valore”.

Una traduzione traboccante d’amore.

Photos via: ©stefano, ©Jan Gavin, ©Nicola Chiappini

September 17, 2015

Offida nelle parole di un innamorato

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