Nove Caffè letterari d’Italia, cultura e rivoluzioni a tavolino

Caffè Tommaseo, Trieste

Anche se il primo Caffè letterario d’Europa non ebbe i natali in Italia, fu comunque un italiano a fondarlo: il locale si chiamava “Le Procope”, e fu aperto nel 1686 a Parigi dal giovane siciliano Francesco Procopio dei Coltelli.

Il Procope – che si trovava davanti alla celebre Comédie Française, il teatro parigino edificato qualche anno prima – divenne presto uno dei centri della vita politica della Ville Lumière, nonché ritrovo di famosi campioni dell’Illuminismo e di molti protagonisti della Rivoluzione francese, da Marat a Danton, da Robespierre a Diderot, da D’Alembert a Mirabeau.

L’Italia inaugurò nel Settecento la tradizione nazionale dei Caffè letterari, luoghi in cui si decideva il destino culturale e sociale del continente.

Questi locali, definiti “la caffeina delle rivoluzioni”, erano utilizzati da intellettuali e patrioti come tribune, scuole di politica, teatri, biblioteche, sezioni politiche, salotti di conversazione.

I Caffè letterari della Penisola, i cui sedentarissimi frequentatori andavano pianificando il movimentato futuro unitario della nazione, furono i laboratori del Risorgimento italiano.

Del resto, così Montesquieu descriveva i Caffè letterari: Sono luoghi dove il discorso crea la realtà, dove nascono piani giganteschi, sogni utopistici e congiure anarchiche senza che si debba lasciare la propria sedia….

Abbiamo selezionato nove bellissimi Caffè italiani, ancora oggi in attività.

Partiamo da nord-est, precisamente da Trieste, dove troviamo il Caffè Tommaseo, uno dei locali più antichi del capoluogo friulano, che deve il proprio nome a Niccolò Tommaseo, eroe della breve ed eroica Repubblica di San Marco (1848-1849) e autore del “Dizionario della Lingua italiana”, il più importante vocabolario prodotto durante il Risorgimento.

Non si hanno certezze sulla data della fondazione, ma è noto che a partire da 1830 nelle sue sale si sono dati convegno banchieri della Borsa, giornalisti, artisti, avvocati e letterati. Una caratteristica, questa, che ha continuato a connotarlo nel tempo, visto che tra gli ospiti abituali sono annoverati, tra gli altri, James Joyce, Italo Svevo, Franz Kafka e, in tempi più vicini a noi, Fulvio Tomizza e Claudio Magris.

Caffè Tommaseo
Trieste
Piazza Tommaseo, 4/c
Tel.: +39 040 362666
info@caffetommaseo.it
www.caffetommaseo.it

Caffè Tommaseo, Trieste

Caffè Tommaseo, Trieste

Da Trieste ci spostiamo a Venezia, dove, nella stupenda piazza San Marco, dal 1720 c’è il notissimo Caffè Florian.

Il fondatore, Floreano Francesconi, aveva elaborato per il suo locale un nome altisonante, “Alla Venezia trionfante”. Ma ai cittadini della Serenissima non piaceva quel “brand” esagerato, e incominciarono a chiamarlo più semplicemente col nome del padrone, naturalmente nella pronuncia locale: “Floriàn”.

Nelle sale affrescate del rinomato ritrovo, sui suoi tavolini in marmo bianco, si sono seduti, tra gli altri, Stendhal, Foscolo, Lord Byron, Balzac, Richard Wagner e Charles Dickens.

Caffè Florian
Venezia
Piazza San Marco, 57
Tel.: +39 041 520 56 41
servizi@caffeflorian.com
www.caffeflorian.com

Caffè Florian, Venezia

Caffè Florian, Venezia

Caffè Florian, Venezia

Caffè Florian, Venezia

Rimaniamo in Veneto, e andiamo a Padova, per visitare il bellissimo Caffè Pedrocchi, realizzato fra il 1831 e il 1842.

Definito “caffè senza porte” perché, fino al 1916, era aperto ventiquattr’ore su ventiquattro, il locale padovano, disegnato dall’architetto Giuseppe Jappelli su commissione del bergamasco Antonio Pedrocchi, è stato il ritrovo di patrioti che hanno dato inizio ai moti risorgimentali.

Nelle sale di questo edificio in stile neoclassico, per anni si sono dati appuntamento redattori di giornali letterari e umoristici, studenti universitari, direttori e docenti dell’Ateneo padovano e uomini politici.

Caffè Pedrocchi
Padova
Via VIII Febbraio, 15
Tel.: +39 049 8781231
Fax: +39 049 8764674
segreteria@caffepedrocchi.it
www.caffepedrocchi.it

Caffè Pedrocchi, Padova

Caffè Pedrocchi, Padova

Caffè Pedrocchi, Padova

Caffè Pedrocchi, Padova

In via Montenapoleone, a Milano, vicino al Teatro La Scala, nel 1817 fu inaugurato l’elegantissimo Caffè Cova, oggi conosciuto come Pasticceria Cova.

Vi si riuniva la crème della borghesia meneghina, nonché scrittori importanti, come Arrigo Boito, Giovanni Verga, Federico De Roberto, Giuseppe Giacosa. E spesso anche Giuseppe Verdi si sedeva ai suoi tavolini.

Il famoso locale milanese vanta anche varie citazioni in alcune opere dello scrittore americano Ernest Hemingway, che così ne parla in uno dei suoi “Quarantanove racconti”: Quanto a noi, capivamo bene il Cova, comodo, caldo, non troppo vivamente illuminato, e rumoroso e pieno di fumo a certe ore. C’erano sempre ragazze ai tavoli e giornali illustrati su una rastrelliera appesa al muro. Le ragazze del Cova erano molto patriottiche, e io scoprii che in Italia le persone più patriottiche erano le ragazze dei caffè, e credo che lo siano ancora….

Pasticceria Cova
Milano
Via Montenapoleone, 8
Tel.: +39 02 76005599 / +39 02 76000578
info@pasticceriacova.it
pasticceriacova.it

Pasticceria Cova, Milano

Pasticceria Cova, Milano

Pasticceria Cova, Milano

Pasticceria Cova, Milano

Dalla Lombardia al Piemonte, da Milano a Torino, dove, dal 1763, c’è il Caffè Al Bicerin, che deve il suo nome alla bevanda simbolo del capoluogo piemontese, il “bicerin”, appunto: un dolce nettare composto da crema di latte, cioccolato e caffè.

Lo storico locale si trova nel cuore della città, accanto al Santuario della Consolata, e il suo iniziale successo fu dovuto anche al fatto che i fedeli appena usciti dalla messa vi si andavano a rifocillare dopo aver trascorso molte ore senza mangiare (all’epoca, e fino al 1957, il “digiuno eucaristico” prima della comunione scattava dalla mezzanotte del giorno precedente a quello della celebrazione).

Sorseggiando il “bicerin” (che significa “bicchierino”), quei domenicali avventori potevano incrociare personaggi di un certo calibro, come Camillo Benso conte di Cavour, Alexandre Dumas padre, Giacomo Puccini e Friedrich Nietzsche.

Caffè Al Bicerin
Torino
Piazza della Consolata, 5
Tel.: +39 011 4369325
bicerin@bicerin.it
www.bicerin.it

Caffè Al Bicerin, Torino

Caffè Al Bicerin, Torino

Caffè Al Bicerin, Torino

Caffè Al Bicerin, Torino

Scendiamo verso il centro Italia, e dirigiamoci a Pisa, in Toscana, per visitare il Caffè dell’Ussero, fondato nel 1775.

Nel periodo risorgimentale fu ritrovo di studenti universitari e patrioti, ma anche di scienziati positivisti, perché nel 1839 ospitò i primi incontri della “Società italiana per il progresso delle scienze” (tutt’oggi in attività).

Anche l’Ussero ha il suo palmarès di celebrità, tra le quali il poeta premio Nobel Giosue Carducci, il filosofo Giovanni Gentile, il fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti, gli scrittori Curzio Malaparte ed Ezra Pound.

Tra i suoi frequentatori c’era anche il filosofo Filippo Mazzei, amico dei primi cinque presidenti Usa, e soprattutto di Thomas Jefferson, cui si dice abbia suggerito l’inserimento della “pursuit of happiness” nella Dichiarazione di Indipendenza del 1776.

Caffè dell’Ussero
Pisa
Palazzo Agostini
Lungarno Antonio Pacinotti, 27
info@accademiaussero.it

Caffè dell’Ussero, Pisa

Caffè dell’Ussero, Pisa

Il Caffè Giubbe Rosse di Firenze fu fondato nel 1897 da fabbricanti di birra tedeschi, i fratelli Reininghaus. Difficile pronunciare quel cognome per i fiorentini, i quali preferivano darsi appuntamento da “quelli con le giubbe rosse”, indicando in tal modo i camerieri del locale che indossavano una divisa alla moda viennese del tempo.

Le Giubbe Rosse è uno dei Caffè letterari più famosi d’Italia, si può dire che sia il caffè letterario per antonomasia del Bel Paese, nel quale transitarono dapprima i rissosi militanti del movimento futurista – Papini, Soffici, Prezzolini, Marinetti, Boccioni, Palazzeschi, Carrà –, poi, tra le due guerre, gli scrittori orbitanti attorno alle riviste “Solaria”, “Frontespizio” e “Campo di Marte”Montale, Gadda, Saba, Bo, Luzi, Landolfi, Gatto, Pratolini, Bigongiari, Parronchi, tra gli altri – e poi, nel dopoguerra, numerosi altri intellettuali come Vittorini e Quasimodo.

Gran Caffè Giubbe Rosse
Firenze
Piazza della Repubblica 13/14r
Tel.: +39 055 212280
Fax: +39 055 290052
info@giubberosse.it
www.giubberosse.it

Gran Caffè Giubbe Rosse, Firenze

Gran Caffè Giubbe Rosse, Firenze

Gran Caffè Giubbe Rosse, Firenze

Gran Caffè Giubbe Rosse, Firenze

E ora approdiamo a Roma, dove c’è l’Antico Caffè Greco, dal 1760 tempio della cultura della capitale.

Deve il suo nome probabilmente all’origine ellenica del fondatore (Nicola della Maddalena), e per un certo periodo fu anche chiamato popolarmente “Caffè dei Tedeschi”, a motivo dell’assidua presenza nelle sue stanze di clienti provenienti dalla Germania, tra i quali molte celebrità, come Schopenhauer, Wagner, Liszt e Mendelssohn.

Il Caffè Greco – che tra l’altro è anche un’enorme galleria d’arte privata aperta al pubblico, tra le più grandi del mondo – ospita mensilmente gli incontri del “Gruppo dei Romanisti” (accademici e studiosi della storia e della cultura di Roma).

Così ne parlava il poeta e pittore romano Cesare Pascarella (1858-1940): Pur vedendo intorno a sé mutarsi e rimutarsi tante e tante parti della terra, salire e discendere dalla cattedra di San Pietro tanti pontefici, apparire e sparire dalla scena del mondo tanti re e imperatori, sorgere e tramontare tante rinomanze e nascere e morire tanti suoi colleghi, il vecchio Caffè romano, in mezzo a così immenso, tumultuoso, tragico e comico avvicendarsi di uomini e di cose, se pur talvolta fu obbligato a cangiar padrone, non cangiò mai bandiera e rimase ognora un Caffè onesto e morale.

Antico Caffè Greco
Roma
Via Condotti, 86
Tel.: +39 06 6791700
info@caffegreco.it
www.anticocaffegreco.eu

Antico Caffè Greco, Roma

Antico Caffè Greco, Roma

Antico Caffè Greco, Roma

Antico Caffè Greco, Roma

Ed eccoci a Napoli, al Gambrinus, tra i cui illustri frequentatori vi fu anche Oscar Wilde, che nel 1897 si era rifugiato nella città partenopea dopo aver scontato, nel carcere di Reading, due anni di reclusione a seguito di una condanna per reati contro la morale. La sua presenza nel Gran Caffè non passò inosservata. Ma i pettegolezzi non dovettero certo disturbare lo scrittore irlandese, secondo cui al mondo c’è una cosa sola peggiore dell’essere oggetto di chiacchiere: non essere oggetto di alcuna chiacchiera.

Le stanze di questo locale, sorto nel 1860 in una delle zone più suggestive della città – è affacciato su piazza Trieste e Trento e sulla famosa piazza del Plebiscito –, hanno ospitato parecchie personalità della cultura internazionale. Le sue volte e le sue pareti decorate con marmi, stucchi dorati, bassorilievi e opere dei più grandi paesaggisti napoletani fin de siècle, hanno ascoltato curiose le conversazioni della borghesia napoletana della Belle Époque e quelle di celebri personaggi italiani e stranieri, come Hemingway, Sartre, Croce, D’Annunzio, Totò, i fratelli De Filippo… fino a Bill Clinton.

Gran Caffè Gambrinus
Napoli
Via Chiaia, 1/2 (angolo piazza Trieste e Trento)
Tel.: +39 081 417582
grancaffegambrinus.com

Gran Caffè Gambrinus, Napoli

Gran Caffè Gambrinus, Napoli

Gran Caffè Gambrinus, Napoli

Gran Caffè Gambrinus, Napoli

Photos via: ©Eleonora Gullì, ©Ronnie R

May 11, 2016