Mazzucotelli e l’amore per il ferro battuto

Alessandro Mazzucotelli, lampade e lampadari in ferro battuto - wrought iron lamps and chandeliers

Lampada delle Libellule, 1906

Si dice che il grande artigiano-artista del ferro battuto Alessandro Mazzucotelli (1865-1938) fosse solito affermare: «Il ferro deve essere trattato come una signora: sembra duro e terribile, ma con un po’ di fuoco diventa morbido come la cera. E quando ti pare che si ribelli, non lo devi trattare male e batterlo con furia, no! Devi prenderlo per il suo verso, accarezzarlo…».

Al di là delle fantasiose similitudini – che comunque, oltre a non avere una paternità certa, vanno lette con la dovuta ironia –, le opere di questo grande scultore (perché di vere e proprie sculture si può parlare) mostrano un amore profondo per la “scottante materia” del ferro.

Mazzucotelli, lombardo di nascita, fu uno dei massimi esponenti del Liberty in Italia.

Nella prima metà del Novecento i suoi lavori erano celebri in tutta Europa. Nel 1925 partecipò all’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi (che inaugurò l’Art Déco). Nello stesso anno fu invitato alla II Biennale di Monza, invito rinnovato e accolto anche nell’edizione successiva (1927).

Mazzucotelli fu imprenditore – nel 1909 aprì un’azienda a Milano che esportava in tutto il mondo – e docente (insegnò per anni all’Istituto superiore per le Industrie artistiche di Monza, che, tra l’altro, aveva lui stesso fondato nel 1922).

Ecco un’antologia di lampade e lampadari da lui forgiati.

August 24, 2016