Mario Nuzzi, detto Mario de’ Fiori: il profumo dell’arte

Mario Nuzzi, Mario de' Fiori, nature morte floreali - floral still lifes

Quando si sposò per la seconda volta, Mario Nuzzi (Roma, 1603-1673) assunse definitivamente un nuovo cognome: “de’ Fiori”, perché “scripta manent”, e nel certificato di quel matrimonio, contratto con Susanna Passeri nel 1650, ancora oggi si legge: Marius, Pictor Romanus, vulgo Mario de’ Fiori.

Narcisi, anemoni, tulipani, roselline, campanule, garofani, aquilegie, crisantemi… Il catalogo dei fiori messi su tela o tavola dal pittore barocco, influenzato da Caravaggio e dai Fiamminghi, è lunghissimo.

E il suo destino si legò nel tempo sempre di più alle nature morte floreali, che lo fecero diventare ricco e famoso, nonché punto di riferimento imprescindibile per varie generazioni di artisti ispirati dalle sue opere.

Ecco un’antologia (e in tal caso il sostantivo è pregnante: letteralmente “scelta di fiori”) di suoi oli su tavola e su tela, attualmente conservati in vari musei italiani e internazionali – Galleria Palatina di Firenze, Museo del Prado di Madrid, Ermitage di San Pietroburgo, tra gli altri – e in collezioni private sparsi in tutto il mondo.

July 15, 2015