Luca Carlevarijs, Venezia così com’era

Luca Carlevarijs,

"Veduta del molo", XVIII secolo

Si dice che il pittore udinese Luca Carlevarijs (1663-1730) non abbia avuto un vero e proprio maestro, ma che abbia studiato “un po’ qua e un po’ là”, abbeverandosi a varie fonti artistiche.

Il precursore del vedutismo veneziano, dopo essersi trasferito nella città lagunare (1769), viaggiò in alcune città d’Italia.

Fu innanzitutto a Roma, dove poté osservare le opere di Salvator Rosa e di Claude Lorrain, e dove, soprattutto, incontrò Gaspar Van Wittel, dal quale imparò la precisione nella descrizione topografica e l’aspirazione alla massima oggettività della rappresentazione.

Nell’Urbe, ma anche a Firenze e a Bologna, osservò la ritrattistica popolaresca, con le scene gremite da falsari e guitti / e facchini, monelli, tagliaborse… / stuol d’imbriachi e gente ghiotta, / tignosi, tabaccari e barbierie, per dirla proprio con le parole di Salvator Rosa (il quale, oltre che pittore e incisore, fu anche poeta).

Insomma, viaggiando imparò l’arte che gli permise di realizzare le belle vedute veneziane presentate in queste immagini.

Dopo di lui, il vedutismo veneziano troverà nel Canaletto (1697-1768) il suo più importante alfiere.

January 12, 2015