Louise Fili on the road: la grafica della strada. Intervista

Roma

Roma e Torino

di Paolo Mattei

«Avevo sedici anni quando visitai l’Italia per la prima volta. Ero in compagnia dei miei genitori, che fino ad allora non erano mai tornati nel loro Paese d’origine da quando erano partiti per l’America. La cosa che mi colpì subito appena arrivata fu un cartellone pubblicitario con l’immagine romantica di un coppia abbracciata sotto un cielo azzurro inchiostro e un’unica parola: Baci. Compresi il significato del termine, pur non sapendo di cosa trattasse la pubblicità. Fu in quel momento che mi innamorai contemporaneamente del cibo, dell’arte tipografica e dell’Italia».

Il racconto di Louise Fili, famosa graphic designer statunitense, pare scritto da un copywriter: una ragazza sognante sotto una volta di carta stellata è conquistata per sempre da un bacio stilizzato e dalla parola che lo dice. Non fosse che quella coppia di amanti e quelle quattro lettere sono da decenni il logo di celeberrimi cioccolatini – tra l’altro oggi proprietà di un’azienda svizzera –, si potrebbe realizzare uno spot per pubblicizzare nel mondo il nostro Paese. O anche “Italian Ways”, perché no…

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Roma

Louise Fili vive e lavora a New York, dove ha fondato la “Louise Fili Ltd”, marchio specializzato in book design, loghi per ristoranti e food package. Di origini italiane, la graphic designer – i cui lavori sono presenti nelle collezioni della Bibliothèque nationale de France a Parigi, della Library of Congress a Washington, del Cooper-Hewitt National Design Museum a New York – torna ogni anno nel Bel Paese, specialmente a Venezia e a Roma dove tiene un master per la School of Visual Arts.

Ha dato da pochissimo alle stampe “Grafica della Strada. The Signs of Italy”.

Il libro, acquistabile on line su Amazon, è un diario di viaggio fatto con le fotografie di insegne scovate girovagando per le strade italiane. Un diario di appunti visivi raccolti in tre decenni di viaggi: negozi, alberghi, ristoranti, artigiani raccontati dalle loro tabelle dipinte sulla ceramica, scolpite nel marmo, intarsiate nel legno, illuminate dal neon, forgiate nel ferro… Uno straordinario repertorio di stili tipografici, dal classico, al liberty, al futurista.
Abbiamo chiesto all’artista americana la storia di questo lavoro.

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Antica Gelateria Giolitti, Roma

Un libro “on the road”: come ha scovato queste insegne?
Sono più di trent’anni che viaggio per l’Italia in cerca di nuovi modelli di insegne. Ogni volta, provo a scegliere una città che non conosco, vado su e giù per le strade, i viali e le gallerie buie per scovare nuove perle tipografiche. Recentemente ho scoperto “Google Street View”, che mi permette, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche o dall’ora del giorno, di “guidare” ovunque. In questo modo cerco insegne sconosciute, oppure ritrovo quelle che fotografai tanti anni fa.

Come ha lavorato per fare nuove fotografie?
Sono venuta in Italia quattro volte nel corso di un anno. Sono stata anche a Roma, ospite per un mese, in quanto artista, dell’American Academy. Ogni mattina mi alzavo molto presto e mi incamminavo con il mio treppiede e le mie cartine topografiche fatte a mano. Trascorrevo l’intera giornata gironzolando per tutta la bella città, scovando ogni insegna fotogenica. Alla fine della giornata tornavo in appartamento per riguardare e valutare le foto scattate e fare un programma per l’indomani. Più di una volta mi sono addormentata davanti al computer acceso su una pagina di Google Street View.

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Burano e Roma

Che tipo di fotografie ha utilizzato per illustrare il libro?
Varie: diapositive da 35mm, stampe da macchine fotografiche point-and-shoot, e anche foto in digitale. Nel corso degli anni scattavo queste foto solamente per il mio piacere e per l’ispirazione, senza alcuna intenzione di riprodurle. Ma con l’arrivo delle fotocamere digitali ho potuto per la prima volta considerare la possibilità di realizzare un libro. Questa decisione mi ha costretto a ritornare in molte città per scattare di nuovo delle fotografie nella massima risoluzione. Per le insegne che nel corso degli anni purtroppo sono scomparse, il mio staff ha fatto dei miracoli con Photoshop.

Moltissime insegne sono lo straordinario frutto creativo di persone che non frequentavano certo corsi di design…
Pur non essendo scolarizzati dal punto di vista tecnico o accademico, nel modo in cui oggi intendiamo il termine, questi artigiani senza dubbio hanno appreso la loro arte facendo apprendistati, consultando manuali e, in particolar modo, osservando e imitando i maestri della loro professione. Per questo erano in grado di creare insegne di una tale originalità e bellezza che le apprezziamo tuttora.

Siamo di fronte al “made in Italy” delle insegne…
Beh, l’Italia è il luogo di nascita della tipografia, e non mi sorprende il fatto che sia anche la fucina delle insegne più belle.

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Lucca e Venezia

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Venezia

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Roma e Torino

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Roma

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Bologna e Lucca

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Viareggio

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Viareggio

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Viareggio

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Louise Fili, “Grafica della Strada. The Signs of Italy”, acquistabile su Amazon

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Photos via:

September 26, 2014