Le uova di Pasqua nelle illustrazioni pubblicitarie

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Fortunato Depero, Unica

Ecco una serie di poster e cartoline illustrate del secolo scorso che reclamizzano uova di Pasqua fabbricate da aziende italiane di prodotti dolciari. Si tratta di alcuni celebri marchi ancora in attività e di piccole e poco conosciute ditte non più esistenti (Talmone, Zàini, Perugina, Dulciora, Ivlas, Unica, Salvi). Naturalmente, le illustrazioni sono firmate da grandi disegnatori del Novecento (da Depero a Dudovich, da Sepo a Boccasile).

Accompagniamo queste immagini con un brano tratto da un racconto umoristico dello scrittore Achille Campanile (1899-1977) (da “In campagna è un’altra cosa”, Rizzoli, Milano 1999):

Primo articolo: “S’aboliscano le uova di Pasqua!” — Debbo ancora trovar qualcuno che ne parli con simpatia, che dica: “Sia lodato il cielo! Eccoci nella settimana di Pasqua e speriamo dl avere un uovo in regalo!”. Invece tutti dicono: “Che noia! Debbo comperar delle uova dl Pasqua da regalare a una quantità di persone!”.

Secondo articolo: “Il mistero delle medesime”. — Le vetrine dei pasticcieri son piene di uova, nei giorni che precedono la Pasqua: uova dl lusso, per le persone danarose, e ovetti alla portata dl tutte le borse, piccole uova di zucchero per i nullatenenti e gigantesche uova d’un quintale per miliardari d’una golosità Incredibile. Dopo qualche giorno queste uova, che sogliono fare i pasticcieri una volta all’anno e senza tanti coccodé, sono scomparse dalla circolazione. Ma nessuno dice di avere ricevuto in dono una di queste uova. Dove si nascondono i privilegiati che le ricevono In dono?.

Terzo articolo: “Come presumibilmente procede la faccenda”. — Evidentemente, si tratta di gente che non si fa vedere in giro; forse di misantropi golosi, che mantengono gelosamente il segreto sul dono per tema di doverlo dividere. Mi par di vederli, questi odiosi personaggi, che se ne stan tappati in casa, tutta la settimana santa, a ricevere uova e uova di cioccolata. Senton suonare alla porta. Qualcuno consegna un pacchetto al fortunato. “Che cos’è?”, domandano i familiari. “Niente, niente”. L’egoista si chiude nella sua stanzetta e divora golosamente il dono, senza che nessuno lo sappia. Così, certo, debbono far tutti, questi sordidi figuri. Che possano strozzarsi.

March 30, 2018