Le Torri di Properzio, a Spello, e il nome del poeta

Le Torri di Properzio, a Spello - The Propertius Towers in Spello

Le Torri di Properzio, a Spello, troneggianti ai lati della Porta Venere, hanno il nome di un grande poeta elegiaco latino la cui città di origine è ancora un mistero: fino a un secolo fa erano una decina i comuni umbri che se ne contendevano i natali, fra i quali Assisi, Perugia, Foligno e Spoleto.

E Spello, ovviamente, che sosteneva le proprie ragioni portando come prove la presenza nel proprio territorio dei resti di una casa tradizionalmente detta “del poeta”, e il nome del poeta medesimo inciso su una pietra tumulare (poi però rivelatasi falsa).

Così, il nome delle magnifiche torri dodecagonali (ma cilindriche all’interno), costruzioni di origine medievale, in mancanza di inoppugnabili certezze, rappresentava una retorica rivendicazione municipale della paternità di un poeta che si limitò a indicare in una generica “Umbria” il proprio paese natale: “Umbria […] / me genuit terris fertilis uberibus” (mi generò l’Umbria, fertile di terre ubertose).

Grazie alle due torri, il viandante riconosceva da lontano la porta intitolata alla dea dell’amore:

La luna gli illumina la strada, le stelle gli mostrano le insidie, / Amore stesso gli porta le fiaccole accese, / resta lontana la rabbia dei cani, con le bocche aperte / […] Venere stessa è compagna… (Properzio, “Elegie” III, 16).

Photos via: ©Silvio Belletti

January 13, 2016

Le Torri di Properzio, a Spello, e il nome del poeta

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