“Le mille e una notte” di Cambellotti: Art Nouveau e tappeti volanti

Duilio Cambellotti, illustrazioni

"Storia del mercante e del genio"

Intorno al 1913 Duilio Cambellotti realizzò venti tavole in tempera su cartone per illustrare le novelle orientali “Le mille e una notte” pubblicate nella collana “Biblioteca dei ragazzi” dall’Istituto Editoriale Italiano.

Antoni Faeti scrive che in questo libro l’artista romano (1876-1960) ha profuso tutta la felicità inventiva e la chiarezza stilistica di cui era dotato: egli non usava contornare le figure, che vivevano solo dei limpidi contrasti di colori attraverso i quali divideva lo spazio.

Le sue “Mille e una notte”, continua lo studioso, sono un’occasione per collegare l’Art Nouveau al mondo di Sheherazade: cioè per attuare un quadro di riferimenti che preesiste, in modo emblematico, a simili occasionali prese di coscienza. I Calender, i califfi, i maghi, le belve e le danzatrici ripetono nel volume l’ebbra danza fiabesca, alla quale il pittore presta una sapienza fatta di contrasti stranissimi, di interminabili, ma perfette, volute, di deformi e allusive comparse che spesso si riducono a compatte campiture di colore, stagliate su fondi screziati da macchie.

Cambellotti, conclude Faeti, salda un debito che l’Art Nouveau aveva contratto con l’Oriente dei tappeti volanti e dei sultani: rivisitando quel mondo, egli incontra le radici del proprio stile e assume una precisa consapevolezza espressiva (A. Faeti, “Guardare le figure. Gli illustratori italiani dei libri per l’infanzia”, Donzelli, Roma 2011).

September 21, 2015