Le meraviglie dell’Archiginnasio di Bologna

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L’Archiginnasio di Bologna – sede, tra il 1563 e il 1803, dell’Alma Mater Studiorum, la più antica università del mondo occidentale – ospita oggi un’importantissima biblioteca (Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, per l’appunto), la cui raccolta, risalente al 1801, oggi è costituita da circa un milione di pezzi tra volumi, opuscoli, incunaboli, cinquecentine, libri antichi e periodici.

Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, nel loro romanzo “Appennino di sangue” (Mondadori, Milano 2012), fanno entrare due personaggi – uno dei quali è il protagonista, il maresciallo Santovito – all’interno dell’edificio realizzato su progetto di Antonio Morandi fra il 1562 e il 1563:

Li accolse il fresco dell’Archiginnasio, il silenzio delle sue sale e il profumo dei libri. Santovito non avrebbe saputo da dove cominciare e lasciò che se la cavasse Raffaella che ne sapeva più di lui. La ragazza prese il tagliando d’ingresso e fece segno a Santovito di seguirla. Trovò quasi subito la scheda nei cassettini dei vecchi mobili, schede vergate da una penna in un’elegante grafia in chiaroscuro, da chissà quanti anni. Compilò il tagliando con i dati della scheda, lo consegnò al bibliotecario e andò a sedere nelle antiche panche, sempre seguita da un Santovito silenzioso e quasi intimorito. Di tanto in tanto il passaggio di un tram per via del Pavaglione faceva vibrare i vetri delle enormi finestre. Per il resto, silenzio e caldo.

Ma l’Archiginnasio bolognese – le cui pareti sono ricoperte da circa 6mila stemmi studenteschi e iscrizioni in onore dei professori: si tratta del più grande complesso araldico murale del mondo – offre altre meraviglie oltre alla biblioteca, come il prezioso e macabro Teatro anatomico, realizzato nel 1631. Qui si dissezionavano cadaveri e il professore teneva lezione assiso su una cattedra sovrastata da un baldacchino sorretto da due statue lignee settecentesche chiamate gli “Spellati”, perché raffigurano due uomini deprivati della pelle.

Nella magnifica sala dello “Stabat Mater” dell’Archiginnasio (chiamata così perché al suo interno il 18 marzo 1842 Gaetano Donizetti diresse la prima esecuzione nazionale dell’omonima opera di Gioachino Rossini), Albert Einstein, il 22, 24, 26 ottobre del 1921 tenne tre memorabili e gremitissime conferenze, cui parteciparono non solo scienziati, docenti e studenti, ma anche gente del popolo.

Biblioteca dell’Archiginnasio
Bologna
Piazza Galvani 1,
Tel.: +39 051 276811
fax: +39 051 261160
archiginnasio@comune.bologna.it
www.archiginnasio.it

Photos via:
https://spettacolo.emiliaromagnacreativa.it/it/luogo/biblioteca-dellarchiginnasio-sala-stabat-mater/ https://it.wikipedia.org/wiki/Archiginnasio_di_Bologna https://viaggi.fidelityhouse.eu/archiginnasio-bologna-51632.html https://www.zonzofox.com/it/bologna/cosa-vedere/esplora/attrazioni/biblioteca-comunale-dell-archiginnasio https://www.cinziamalaguti.it/conoscere-bologna-dalla-chiesa-dei-celestini-a-palazzo-pepoli/bologna-stemmi-e-affreschi-cortile-biblioteca-archiginnasio/ https://facciamoungiroincentro.blogspot.com/2017/01/archiginnasio.html https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/75/Archiginnasio_Bologna_interno.jpg https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fc/Bologna_Archiginnasio_2.jpg https://www.bolognawelcome.com/home/scopri/luoghi/architettura-e-monumenti/edifici-e-vie-storiche/palazzo-dellarchiginnasio/

April 25, 2019