Le ceramiche di “bella fama” di Castelli

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Per dare conto della rinomata arte della ceramica tradizionalmente praticata a Castelli – bellissimo borgo medievale in provincia di Teramo –, lo studioso Gabriello Cherubini, in un libro del 1865 dedicato alla storia della locale famiglia dei Grue, da cui, tra il Seicento e l’Ottocento, uscirono numerosi e raffinati pittori maiolicari, scriveva:

È questo un paesetto nell’Abruzzo Teramano sorto nei tempi di mezzo sugli avanzi e rovine di qualche altro appartenente già alla famosa Valle Siciliana, e dove, per difetto di migliori industrie a vivere, s’incominciò a coltivare quella dell’arte figulina. La quale dapprincipio rozza, non in altro esercitavasi se non in fabbrica di grossolani vasi da cucina, piatti, anfore e somiglianti arnesi.

Fu solo nel XVII secolo che le manifatture del paesino situato sotto il monte Camiciain un territorio ricco d’acqua e disseminato di calanchi argillosi e perciò naturalmente vocato fin dall’antichità a tale produzione artigianale – vennero «a bella fama», ancorché, continuava Cherubini, già da lungo tempo delle stoviglie castellane si facesse uso in quasi tutta Italia: siccome si fa manifesto dagli antichi registri custoditi nell’archivio del Comune.

Oltre ai Grue celebrati nel libro di Gabrielli, altre famiglie di Castelli – tra le quali vanno ricordate almeno quelle dei Cappelletti, dei Gentili e dei Fuina – contribuirono a diffondere la fama della ceramica realizzata nel borgo abruzzese, i cui manufatti sono esposti nei musei più importanti del mondo, come il Louvre, il Metropolitan, il British, l’Ermitage, il Bargello, Palazzo Venezia, Villa Floridiana, solo per citarne alcuni.

Photos via:
www.pleinair.it/meta/viaggi-camper-abruzzo-montagne-e-maioliche/ https://discoveryabruzzo.wordpress.com

June 11, 2018

Le ceramiche di “bella fama” di Castelli