Le biciclette di Osvaldo Ballerio

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Biciclette Bianchi

Alla fine dell’Ottocento la bicicletta – già “velocipede” – comincia ad assumere il profilo che conosciamo, grazie soprattutto all’idea “rivoluzionaria” di collegare i pedali a una ruota dentata a sua volta connessa a una catena, con il conseguente ridimensionamento delle misure della ruota anteriore, fino ad allora molto più grande di quella posteriore.

Nel primo decennio del Novecento in Italia il numero delle biciclette vendute cresce da 200mila a 600mila unità. La fama di questo mezzo di trasporto corre con quella del Giro d’Italia, la cui prima edizione risale al 1909. Le fabbriche italiane più importanti – disseminate soprattutto fra Milano e Torino, città in cui operano società come Lux, Mastrallet, Dei, Prinetti e Stucchi, Frera, Bianchi – incominciano a investire in campagne pubblicitarie, chiamando a collaborare i più famosi disegnatori e illustratori dell’epoca, tra i quali Aleardo Terzi, Aleardo Villa, Plinio Codognato, Marcello Dudovich.

E Osvaldo Ballerio (Milano, 1870-Azzate [Varese], 1942), uno dei più insigni cartellonisti del primo Novecento. Diplomato all’Accademia di Brera di Milano, è ricordato anche come disegnatore di vignette umoristiche, cartoline patriottiche negli anni della Grande Guerra e decoratore di alcune chiese nella valle lombarda d’Intelvi.

Ecco un’antologia di suoi disegni pubblicitari dedicati alla bicicletta.

February 10, 2019