“Le antichità di Ercolano esposte” per volere del re di Spagna

Antichità di Ercolano esposte - Herculaneum’s Antiquities on Display

Il libro di incisioni “Le antichità di Ercolano esposte” è un’opera realizzata tra il 1757 e il 1787 da un gruppo di studiosi – storici, archeologi ed esperti d’arte – riuniti nell’Accademia Ercolanense, un illustre comitato scientifico fondato nel 1755 da Carlo III di Borbone, re di Spagna e di Napoli.

L’idea di dare vita all’Accademia partenopea venne al sovrano spagnolo grazie alle attività di scavo che in quegli anni andavano riportando lentamente alla luce la città di Ercolano.

Il re, appassionato di cultura e storia antiche e nondimeno allettato dalle presumibili ricadute positive per la propria immagine pubblica qualora si fosse impegnato in prima persona a promuovere gli scavi, favorì concretamente il lavoro degli archeologi, sostenendo contestualmente le ricerche che si intensificavano anche a Pompei.

Nelle tavole raccolte negli otto volumi che compongono le “Antichità di Ercolano esposte” sono illustrati gli oggetti d’arte riportati alla luce in quegli anni. Sono disegni e incisioni realizzati da un gruppo di artisti attivi a Portici, tra i quali Filippo Morghen, Nicola Billy, Nicola Vanni, Francesco La Vega, Giovanni Morghen, Pierre Gaultier, Francesco Cepparoli, Pietro Campana, Camillo Paderni.

Eccone un’antologia.

Photos via:
www.atlantedellarteitaliana.it/artwork-1138.html

December 9, 2015