Lampada Arco di Castiglioni, un nuovo concetto di luce

La lampada Arco, Pier Giacomo e Achille Castiglioni, 1962, Flos

La lampada Arco, disegnata da Pier Giacomo e Achille Castiglioni nel 1962 per l’azienda Flos, è un’icona del made in Italy, che fu tra l’altro al centro di un contenzioso giuridico in seguito al quale per la prima volta in Italia un oggetto di disegno industriale è stato trattato come un’opera d’arte, ossia come frutto di attività intellettuale meritevole di tutela legale dal punto di vista del diritto d’autore.

Ispirata ai vecchi lampioni stradali, Arco permette di avere un punto luce sospeso senza il vincolo di una collocazione inamovibile nello spazio, come invece accade per il lampadario.

La lampada, che può essere spostata agevolmente, è costituita essenzialmente da una base in marmo dalla quale si eleva una struttura arcuata in acciaio (formata da quattro elementi) sulla cui estremità sta l’alloggiamento del punto luce, costituito da una calotta forata e da un anello regolabile in alluminio.

L’architetto e urbanista milanese Stefano Boeri ha scritto: Arco, che diventerà un grande successo commerciale, è una sintesi di eleganza, genio e semplicità. Un oggetto che non addiziona, ma moltiplica il valore iniziale – economico, estetico e simbolico – dei tre oggetti che assembla, creando qualcosa di inedito.

Dall’uso creativo di poche risorse – senza grandi investimenti, senza macchinari potenti, senza nuovi materiali – nel 1962 nasce a Milano non solo una nuova lampada, ma un nuovo concetto di luce. Il gesto creativo dei fratelli Castiglioni è l’emblema di cosa significhi “fare di più con meno” nei processi produttivi (S. Boeri, “Fare di più con meno”, Il Saggiatore, Milano 2012).

August 30, 2017