La vita intensa di Aleardo Terzi

Aleardo Terzi

Fabbrica Krupp, 1900

La biografia artistica dell’illustratore e pittore palermitano Aleardo Terzi (1870-1943) è difficilmente sintetizzabile in poche righe.

Figlio d’arte (anche il padre, Andrea Terzi, fu un famoso disegnatore), collaborò con varie riviste (“La Tribuna Illustrata”, “La Lettura”, “Novissima”…) –, fu nella scuderia delle Officine Ricordi (dove entrò in contatto con Dudovich, Cappiello, Metlicovitz, Hohenstein), si specializzò nelle illustrazioni per l’infanzia (lungo fu il suo rapporto con il “Corriere dei Piccoli”), realizzò decorazioni di maioliche per la Richard-Ginori e scenografie teatrali, fu docente di disegno e illustrazione e ricoprì il ruolo di direttore grafico della Treccani

Antonio Faeti, nel suo libro sugli illustratori italiani dei libri per bambini, descrive così lo stile di Aleardo Terzi:

Possedeva un segno molto lieve, rotto spesso in frammenti approssimativi e ripreso con leggere accentuazioni nei punti in cui occorreva una resa più particolareggiata ed intensa: legato culturalmente al mondo dei disegnatori inglesi, si rese interprete, da noi, della loro preferenza per una illustrazione connotata tecnicamente dall’uso del pennino, e quindi da un tratteggio intenso, contrapposto a spazi ampi, appena abbozzati… (A. Faeti, “Guardare le figure”, Donzelli, Roma 2011).

Ecco un’antologia di sue illustrazioni.

October 5, 2017