La Venere Fiorenza di Giambologna e un passo della “Gerusalemme liberata”

Giambologna, Venus Fiorenza (Venus Anadyomene), Villa La Pietraia, Florence

Ecco la Venere Anadiomene dello scultore fiammingo Giambologna (Jean de Boulogne, 1529-1608), conosciuta anche come “Venere Fiorenza”, realizzata per coronare l’omonima fontana incompiuta di Nicolò Pericoli (detto “il Tribolo”) e attualmente conservata in un ambiente di Villa La Petraia, a Firenze.

È Afrodite nascente dalle acque, immortalata in versi anche da un contemporaneo di Giambologna, il poeta Torquato Tasso (1544-1595). In alcune ottave del canto XV della “Gerusalemme liberata” si racconta infatti l’episodio dei due cavalieri Carlo ed Ubaldo, i quali, alla ricerca di Rinaldo, incontrano una bellissima giovinetta tentatrice che fa il bagno in un fiume.

Il poeta mette in campo la similitudine con Venere nascente dal mare: Qual matutina stella esce de l’onde / rugiadosa e stillante, o come fuore / spuntò nascendo già da le feconde / spume de l’ocean la dea d’amore, / tal apparve costei, tal le sue bionde / chiome stillavan cristallino umore.

Un’ottima descrizione di questa bellissima scultura di bronzo.

April 20, 2015

La Venere Fiorenza di Giambologna e un passo della “Gerusalemme liberata”

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