La Santissima Trinità di Castelvetrano, sovrabbondante bellezza

Santissima Trinità di Catelvetrano

Già nella parola “Cuba”, che designa la tipologia architettonica della chiesa della Santissima Trinità di Castelvetrano (detta “Cuba di Delia”, appunto), si trova il senso di sovrabbondanza e al medesimo tempo di transitorietà caratteristico di ogni cosa siciliana. L’etimologia di questo termine – con cui in Sicilia si indicano gli edifici religiosi di età bizantina – è infatti dubbia, quindi “doppia”, non essendo i linguisti certi se sia corretto ascriverla al latino “cupa” (botte) o all’arabo “qubba” (cupola).

E in effetti, la Santissima Trinità, con le sue absidi accentuate, la cupola centrale, la pianta a croce greca, viene generalmente considerata come un eminente esempio di architettura normanno-bizantina, a sua volta informata da elementi provenienti dall’architettura romana, dall’arte bizantina e dall’architettura araba.

Questa “sovrabbondanza” di stili è lo specchio di quell’«eccesso di identità» siciliana di cui parlava lo scrittore Gesualdo Bufalino, secondo cui l’isola «ha avuto la sorte di ritrovarsi a far da cerniera nei secoli fra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, tra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e le canicole della passione».

L’edificio nei secoli subì inoltre trasformazioni radicali che ne mutarono notevolmente l’aspetto, riportato poi all’“origine” dal restauro filologico realizzato a fine Ottocento da Giuseppe Patricolo.

Un’origine che ancora sovrabbonda di bellezza.

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June 26, 2014

La Santissima Trinità di Castelvetrano, sovrabbondante bellezza

Castelvetrano (Tp)
Via SS. Trinità, 67
+39 0924 902004