LA RIVOLUZIONE DI “CAMPO GRAFICO”

“Campo Grafico”, fondato nel 1933 da Attilio Rossi (1909-1994), è stato un periodico innovativo. Meglio dire, forse, rivoluzionario, perché ha stravolto completamente gli stilemi e la concezione dell’arte grafica in Italia, allargandone le prospettive sui nuovi panorami creativi rappresentati dal Bauhaus e dall’arte contemporanea, come, ad esempio, quella di Mondrian, Picasso e Kandinsky.

Il suo ideatore – un artista che ha attraversato il XX secolo con un’incessante carica sperimentale – coltivò rapporti di amicizia con grandi personaggi della cultura del Novecento, tra cui Carrà, Veronesi, Sisnisgalli, Modiano, Fontana.

Uscita in 66 numeri, la “rivista di Estetica e di Tecnica Grafica” che aveva l’obiettivo esplicito di divulgare «le continue mutabilità di tendenze e di mezzi in questa epoca di feconda progressione», possedeva una vocazione corrosiva e polemica, specie nei confronti del “Risorgimento Grafico”, magazine conservatore che i redattori di “Campo Grafico” – i “Campisti” – giudicavano insopportabilmente pomposo e accademico.

Una rubrica significativa in tal senso era la “Rassegna del Brutto”, nella quale si criticavano le realizzazioni grafiche prive di quell’energia “progressista” che animava le pagine del periodico milanese.

“Campo Grafico” cessò le pubblicazioni nel 1939.

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December 15, 2013