La Reggia di Venaria Reale

Nella Reggia di Venaria Reale, in provincia di Torino, i principi sabaudi giocavano alla caccia, secondo le regole della “Chasse à courre”, lanciando cioè i cani nella brughiera all’inseguimento di un cervo maschio. Un «piacere da gran signori e conveniente a un uomo di corte», secondo la definizione di Baldassar Castiglione vergata nel suo “Cortegiano”. «Una faccenda seria», nell’opinione del filosofo Ernst Jünger: «la forma archetipica del grande gioco del “catturare e nascondere”».

Come che sia, il “gioco” cortigiano e archetipico della caccia – che è nel nome “Venaria”, dal latino “venari”, “cacciare” – è all’origine di questa spettacolare residenza sabauda, dichiarata dall’Unesco patrimonio universale dell’umanità.

Commissionata nella metà del XVII secolo dal duca Carlo Emanuele II, come base, appunto, per il principesco passatempo, la monumentale costruzione (circa 110.000 metri quadrati di superficie in uno spazio di 950.000 metri quadrati costituito da architetture e parchi indivisi) è una meraviglia barocca, all’edificazione della quale hanno lavorato Amedeo di Castellamonte e Filippo Juvarra.

Nella struttura trovano posto musei, centri culturali, poli espositivi.

Tutto questo non poteva nascere che da intenti principeschi, seppure immaginati “per gioco”.

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December 10, 2013

La Reggia di Venaria Reale

Venaria Reale (to)
Piazza della Repubblica, 4
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