La mail art di Sandro Rinaldi

"Jaguar Land Rover", 2013

di Maria Giuffrè

Scrivere di Sandro Rinaldi pittore e decoratore, amico da vecchia data, non è compito facile. Esperto di pubbliche relazioni, grande intenditore di vini pregiati, chef sopraffino, giramondo, collezionista di oggetti vari e di giocattoli antichi (molti dei quali mi ha generosamente regalato, una volta appresa questa mia passione coltivata sin da quando ero bambina), ha affiancato da sempre alle sue specifiche doti “professionali” attività ludiche, forse ereditate dal padre, certamente perseguite con costanza, interesse, sagacia investigativa, oscillanti tra l’osservazione del reale e la sua trasfigurazione in fantastici arabeschi densi di grumi materici. Una particolare carta velina, bianca o colorata, composta a mano seguendo tecniche esclusive e abilmente spiegazzata dal Nostro, quasi a far emergere l’anima nascosta, conferisce identità all’idea compositiva che si nutre del colore e della luce per identificare i percorsi variegati all’interno dei labirinti imposti dalla sua inesauribile fantasia.

La “mail art” di Sandro usufruisce di queste premesse, anzi ne prende atto: dal momento che la sua prima busta sulla carta di albergo, a Livorno nel 1963 (è un ricordo preciso di Sandro), non fa altro che sintetizzare a scala più piccola le istanze già manifestate in precedenza e qui più rapidamente espresse. Di fronte alla perenne inquietudine e alla volontà di rispettare i tempi brevi del viaggio, la “mail art” si prestava quindi a rappresentare, con le sue scritte e i suoi francobolli, veri o inventati, un modo per rispondere all’urgenza propria di un’idea dominante.

Mi sono chiesta più volte, osservando le opere di Sandro, quale fosse la molla che faceva scattare il meccanismo di selezione dell’immagine da trasmettere al foglio di carta: come si possa arrivare a inventare fantastici puzzle dove i colori e le forme si incontrano e si scontrano, come amèbe in perenne movimento; ovvero disegnare piume che sembrano librarsi nel cielo ad ogni soffio di vento; ovvero ancora giocare con i colori e con le forme per inventare complicati labirinti; ovvero… (e gli esempi potrebbero continuare, sempre nuovi, alimentati da estro e fantasia). Il “disegno dal vero”, che Sandro continua a praticare contemporaneamente alla ricerca di elaborazioni astratte, è certamente la base di ogni invenzione: il fascino delle isole, in primo luogo Filicudi dove ogni anno, in estate, abbiamo modo di incontrarci (e dove Sandro, insieme al nipote Antonio, può esibire la sua eccellenza culinaria), la potenza della natura sospesa tra cielo e terra, l’attenzione alla storia identificata anche nei materiali offerti casualmente e generosamente dal mare (sassi, legni, mattoni) o ritrovati nei mercatini dell’usato (scatole, cornici, sagome), le suggestioni provenienti dai suoi vagabondaggi, di lavoro e non, l’eccellenza  monumentale della sua patria di adozione – Roma – che ogni giorno può osservare, e trasfigurare, dalla terrazza della sua splendida casa di via Bissolati. Ricordo in particolare una veduta di San Pietro che impone la sua sagoma geometrica sullo sfondo del disegno, e ne diviene protagonista, mentre in primo piano alcune case creano una massa indistinta e caotica, finalizzata appunto a costituire l’altro – e perdente – lato della medaglia.

Non credo che la pittura di Sandro possa essere definita semplicemente un “passatempo”, da coltivare soltanto nelle ore libere. Credo invece che essa rappresenti, nelle diverse declinazioni attraverso le quali si manifesta, la vocazione più vera di un’esistenza pienamente vissuta.

Sandro Rinaldi parteciperà con dieci sue opere alla quinta edizione di “Affordable Art Fair Milano” che si terrà dal 19 al 22 marzo prossimi al Superstudio Più, nel capoluogo lombardo, in via Tortona, 27.

Photos via: © Sandro Rinaldi

March 17, 2015

La mail art di Sandro Rinaldi

Milano
Superstudio Più, Via Tortona 27