La macchina da cucire “Mirella” e la domanda di Freud

Freud un giorno pose la grande domanda cui nessuno aveva mai risposto e alla quale lui stesso ammise di non essere mai stato in grado di rispondere, nonostante decenni di ricerca sull’animo femminile: «Cosa vuole una donna?».

Vittorio Necchi avrebbe potuto suggerirgli che lui, nel suo piccolo, sapeva bene ciò che voleva la propria moglie: una macchina da cucire. Era il 1919 e Necchi, industriale di Pavia, in seguito a tale pressante richiesta della coniuge, decise che, anziché acquistarne un esemplare in commercio, gliene avrebbe fabbricata una nuova: partiva così la grande avventura imprenditoriale di una delle più importanti aziende produttrici di macchine da cucire del mondo.

Tra i capolavori sfornati dalla Necchi c’è “Mirella”, la serie di macchine da cucire nata nel 1956 grazie all’estro di uno fra i più importanti designer industriali italiani, l’emiliano Marcello Nizzoli (1887-1969), che sei anni prima aveva inventato un altro celebre oggetto: la macchina da scrivere “Lettera 22”.

La “Mirella” vinse il “Compasso d’Oro”, ottenne il “Gran Premio” dell’undicesima Triennale di Milano e fa parte della mostra permanente del Museum of Modern Art di New York.

La grande questione posta da Freud non era certo risolta. Ma a Necchi – e a molti altri mariti – bastava aver assecondato il “piccolo” desiderio della moglie.

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June 3, 2014