La lampada “Tahiti” di Sottsass, produzione industriale e poesia

Ettore Sottsass, Tahiti Lamp. Memphis, 1981

La lampada Tahiti, realizzata da Ettore Sottsass nel 1981 è, secondo gli autori del libro “100 oggetti del design italiano. Collezione permanente del design italiano. La Triennale di Milano” (Gangemi Editore), una lampada zoomorfa, perché il suo profilo ricorda quello di un piccolo uccello dal lungo becco.

Sottsass creò questa lampada (che progettò per l’azienda milanese Memphis) mescolando forme geometriche primarie (un parallelepipedo bianco decorato con motivi “a bacterio” neri come base, un altro parallelepipedo giallo come fusto, un cilindro rosa come capo, ancora un parallelepipedo rosso come becco…), assemblate in modo da trasformare la rigorosa astrattezza delle geometrie in una forma che allude a qualcosa di organico, di ludico e di esotico.

La lampada Tahiti è uno di quegli oggetti portatori di memoria, di affettività, di emozionalità, il cui valore sta in ciò che comunicano più che nella funzione che possono svolgere. In tal modo riconciliano la produzione industriale con l’arte e la poesia.

October 1, 2015