La Grotta del Buontalenti, fantasia di pietra e colori

Grotta del Buontalenti, Giardino di Boboli, Firenze - Buontalenti Grotto, Boboli Gardens, Florence

Entrata della Grotta del Buontalenti

Bernardo Buontalenti (1531-1608) – architetto, pittore, scultore e scenografo fiorentino cui si deve il progetto della meravigliosa Grotta che prende il suo nome nel Giardino di Boboli di Firenze – da bambino rimase miracolosamente vivo sotto le macerie della propria abitazione crollata:

Un giorno, ch’egli era ancor fanciullino, si sentì ruinare addosso la casa in cui abitava coi suoi genitori: ma tanto lo amò il cielo che le rovine lo copersero senza offesa, e vi rimase a caso una fenditura dond’ebbe il necessario a nutrirsi (C. Guasti, “Belle arti”, Sansoni, Firenze 1874).

Una sensazione di crollo imminente può cogliere il visitatore che si trovi nella prima delle tre stanze da cui è composta la Grotta fiorentina, quella affrescata da Bernardino Poccetti. Ecco come la descrive un testo contemporaneo all’edificazione della splendida architettura manierista (costruita tra il 1583 e il 1593):

È cosa ammirabile contemplare le gentili e bizzarre fantasie che Bernardino Poccetti ha dipinto in questa Grotta per ordine del Granduca Francesco […] Egli mostra la volta come se stesse per rovinare. Attraverso le fessure e le rotture escono diversi animali – come serpi, uccelli, satiri – e molte piante che paiono così vere, così naturali che quasi in verità del fatto recano diletto, ma non senza terrore, perché pare davvero che l’edificio rovini a terra (“Le bellezze della città di Fiorenza”, Firenze 1591).

La Grotta del Buontalenti – il cui progetto iniziale è di Giorgio Vasari – è tra le più belle “grotte fantastiche” d’Italia, architetture manieriste che riproducevano estrosamente cavità naturali con l’uso di agglutinazioni calcaree e giochi d’acqua.

Tra le sculture ospitate nella Grotta, da ricordare i quattro “Prigioni” di Michelangelo (attualmente sostituiti da copie, gli originali trovandosi nella Galleria dell’Accademia), “Paride ed Elena” di Vincenzo de’ Rossi e la “Fontana di Venere” del Giambologna.

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December 6, 2016

La Grotta del Buontalenti, fantasia di pietra e colori