La Granfonte di Leonforte, quando l’acqua tace

L’acqua della Granfonte, a Leonforte, in Sicilia, sgorga dalle sue cannelle di bronzo tutti i giorni dell’anno tranne uno: il Venerdì Santo, in segno di lutto per la morte in croce di Gesù, il flusso si arresta.

«La canzone dell’acqua / è una cosa eterna. / È la linfa profonda / che fa maturare i campi. / È sangue di poeti / che lasciano smarrire / le loro anime nei sentieri / della natura». Con questi versi Federico García Lorca, nella lirica “Il mattino”, cantava il movimento segreto, inesauribile e infinito dell’acqua.

La Granfonte invece una volta l’anno fa tacere per ventiquattro ore le sue ventiquattro cannelle.

L’antico abbeveratoio pubblico di Leonforte – 24,60 metri di lunghezza, 2,55 metri di profondità – fu costruito dall’architetto palermitano Mariano Smeriglio fra il 1649 e il 1652 sui resti di una preesistente fontana araba.

Il Sabato Santo, quando l’acqua ricomincia il suo viaggio, pare che rinasca la speranza. E la Risurrezione che s’avvicina sembra descritta da una poesia di Cesare Pavese in cui si legge: «S’aprirà quella strada, / le pietre canteranno, / il cuore batterà sussultando, / come l’acqua nelle fontane».

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March 13, 2014

La Granfonte di Leonforte, quando l’acqua tace

Leonforte (En)
Via Granfonte