La chiesa di Fuksas a Foligno

La Chiesa di San Paolo Apostolo di Foligno, con la sua cementizia imponenza geometrica, obbliga chi vi si avvicina – anche l’agnostico – a interrogarsi sul significato dell’architettura cristiana nel nostro tempo.

Immaginata da Massimiliano Fuksas e da sua moglie Doriana, la chiesa – il cui progetto risultò vincitore di un concorso indetto nel 2001 dalla Conferenza episcopale italiana – è stata inaugurata nel 2009 in una zona in cui fino a poco prima (e a partire dagli anni successivi al sisma che ferì l’Umbria e le Marche nel ’97) avevano vissuto sfollati ospitati nei container.

Jean Cocteau spiegava che «la vita delle forme non ha nulla a che vedere con le forme della vita». È legittimo non essere d’accordo ma, allo stesso tempo, non stupirsi affatto che un credente possa pregare e comunicarsi anche in uno spazio come questo – un parallelepipedo di cemento armato che ne contiene un altro, all’interno dei quali stanno, in posizione centrale, presbiterio e altare –, un edificio sacro cioè non conforme agli stilemi tradizionali dell’architettura liturgica.

Molto probabilmente ispiratosi alla lecorbusiana Cappella di Ronchamp, l’architetto romano ha edificato una chiesa che la giuria del concorso indetto dalla Cei ha definito innovativa e rispondente alle ricerche internazionali più avanzate.

Qui si può, insomma, secondo lo stesso Fuksas, «vedere attraverso il cemento il cielo, dall’esterno, all’interno, all’esterno».

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December 11, 2013

La chiesa di Fuksas a Foligno

Foligno (Pg)
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