La Cappelleria Bacca e i folli copricapo futuristi

Cappelleria Bacca Rovereto Depero

Una ventina d’anni prima che Filippo Tommaso Marinetti pubblicasse il “Manifesto futurista del cappello italiano” del 1933, il giovane Fortunato Depero realizzava le due cariatidi che ancora oggi decorano l’entrata della Cappelleria Bacca di Rovereto. Un negozio, fondato nel 1823, dei cui titolari l’artista trentino era diventato amico durante il suo soggiorno roveretano nel primo decennio del Novecento.

In quella bottega non si sarebbero mai venduti i folli copricapo che l’estro avanguardista dei futuristi – movimento cui Depero aderì già da ragazzo – auspicava fossero presto usati dai nuovi italiani rivoluzionari: cappelli “veloci”, “poetici”, “aerosportivi”, “simultanei”, “solari”, “radiotelefonici”, “auto salutanti” (con un sistema di raggi infrarossi) o “luminoso-segnalatori”. Anche perché nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di realizzarli o di produrli in serie.

La Cappelleria Bacca continua ancora oggi a selezionare le marche più prestigiose di cappelli per donna, bambino e uomo, come da lunghissima tradizione familiare. E il futuro viene qui intuito seguendo con estrema attenzione e vagliando le idee di stilisti emergenti di tutto il mondo.

Del resto, ogni buon cappello ha bisogno di una buona testa sulle spalle…

Photos via:
www.cappelleriabacca.it /www.flickr.com/photos/65999278@N02/7013415169

August 22, 2014

La Cappelleria Bacca e i folli copricapo futuristi

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