La Camera della Badessa, il tesoro nascosto di Correggio

Camera-della-Badessa-Camera-di-San-Paolo-ex-Monastero-San Paolo-Parma-09

Decorata probabilmente nel 1519, la Camera della Badessa (o Camera di San Paolo), nell’ex Monastero di San Paolo, a Parma, è una testimonianza della maturità raggiunta dal grande pittore rinascimentale Correggio (1489-1534), che in questo spazio ottiene dei risultati artistici sorprendenti e innovativi.

Paradossale in tal senso il fatto che essa restò nascosta per lungo tempo subito dopo la morte della committente, la superiora del convento da cui prende il nome, l’aristocratica Giovanna Piacenza, donna in dialogo con i più eminenti rappresentanti della cultura dell’epoca, gran dama in abito monacale, appassionata di ricevimenti e lunghe conversazioni con dotti umanisti, per dirla con Gustaw Herling (“Le perle di Vermeer”, Fazi, Roma 1997).

Un tesoro che Vasari non riuscì a vedere, e che fu precluso allo sguardo dei critici per almeno due secoli.

Correggio decorò la volta e il camino di un ambiente privato destinato probabilmente a locale di ricevimento della superiora. La volta a ombrello – nel cui centro c’è lo stemma della badessa – è decorata con un finto pergolato, composto di canne, rami intrecciati e festoni di fiori e frutti, aperto in “ovati” con figure di putti ai cui piedi stanno sedici lunette monocrome contenenti figure mitologiche a trompe-l’oeil.

E, sulla cappa del camino, Diana, dea della caccia e della castità, il cui nome è legato a quello della committente (Joana-Diana), secondo quel desiderio di nobilitazione classicheggiante da cui allora erano mossi tutti i cenacoli umanistici delle nostre città, spiega il critico d’arte Renato Barilli.

Che continua: La Badessa voleva rivaleggiare con i circoli laici di Parma, con coloro su cui non si erano abbattuti i vincoli della condizione conventuale. Il mito di Diana, suggerito da quel tenue appiglio onomastico, le si addiceva assai bene, in quanto, almeno, Diana era la dea che aveva fatto voto di castità, e altrettanto esigeva con fermezza dalle sue ninfe, pur nell’atto di guidarle nell’esercizio di virtù combattive e “maschie” come quelle della caccia. In Diana, insomma, le regole conventuali della separazione dei sessi e della pronuncia dei voti risorgevano in una versione virile e pugnace che certo doveva piacere assai a Giovanna (R. Barilli, “Maniera moderna e manierismo”, Feltrinelli, Milano 2004).

Ecco alcune immagini di questa meraviglia.

Camera della Badessa o di San Paolo
via Macedonio Melloni, 3/A
Parma
tel. +39 0521 233309 / 233617
sbsae-pr@beniculturali.it
www.parmabeniartistici.benicultural.it
www.gallerianazionaleparma.it

Orari:
martedì-domenica e festivi 8.30-14.00
(la biglietteria chiude 30 minuti prima)
lunedì: chiuso
(gli orari di apertura possono subire variazioni nel corso dell’anno)
Ingresso: a pagamento, con visita libera

Photos via:
https://www.flickr.com/photos/94185526@N04/24224532382 https://it.wikipedia.org/wiki/File:Correggio,_le_tre_grazie.jpg https://www.startemilia.it/camera-della-badessa-parma/ https://it.wikipedia.orgwiki/File:Correggio,_Camera_di_San_Paolo,_Parma_02.jpg www.ibcmultimedia.it/contenuti/la-camera-della-badessa/ turistipercaso.it/cicloturismo/image/164549/ www.ilcaffequotidiano.com/2017/07/12/parmaiocisto-porta-nuova-luce-sul-correggio-della-camera-san-paolo https://www.pinterest.co.kr/pin/326229566749921681//

January 15, 2019