La Bencini Comet S: è nata una stella

Macchina fotografica Bencini Comet S - camera

Antonio Bencini amava il volo, aveva fatto il militare in aeronautica, e nel 1948 volle battezzare una macchina fotografica, da lui stesso prodotta, col nome di uno dei primi aerei a reazione che, in quegli anni, incominciavano ad attraversare i cieli: Comet. E la Bencini Comet S fu realizzata due anni dopo, con piccolissime variazioni sul tema (l’attacco per il flash).

Il piccolo apparecchio fotografico in alluminio pressofuso ebbe un fulmineo successo commerciale e rappresentò per molti giovani italiani degli anni Cinquanta l’inizialissimo approccio alla fotografia.

La Comet S – dal design semplice ed essenziale – divenne il simbolo dell’azienda di produzione di macchine fotografiche amatoriali che Bencini aveva fondato a Milano a metà degli anni Trenta. Un oggetto robusto, comodo, sobrio, che l’imprenditore realizzò dopo aver sfornato una serie di apparecchi “folding” e prima di foggiare un’altra schiera di strumenti per fermare il mondo su pellicola.

I nomi di questi oggetti sono impressi nella memoria di molti appassionati: Gabri, Robi, Rolet, Relex, Koroll, Minicomet, Unimatic, Janua… E Comet, il colpo di genio dell’essenzialità.

La Bencini cessò la produzione intorno alla metà degli anni Ottanta, dopo aver sostenuto gagliardamente la competizione con l’industria tedesca e giapponese.

Ma quelle macchine fotografiche sono ancora a disposizione di chi ama la bellezza e la semplicità.

November 10, 2014