La Basilica di Santa Croce a Lecce: due facciate in una

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Una storia lunga quasi un secolo quella della fabbrica della Basilica minore di Santa Croce a Lecce. Una vicenda architettonica e iconografica durante la quale il Barocco fiorisce – trionfa – sul fastigio di una delle più belle chiese del mondo, le cui fasi costruttive sono essenzialmente due, distinte: una tardo-cinquecentesca e l’altra seicentesca.

Infatti, l‘avvio dell’edificazione della chiesa dei religiosi Celestini (la congregazione fondata secondo tradizione nel 1248 dall’eremita Pietro da Morrone, futuro papa Celestino V) risale al 1549, la zona inferiore della facciata è terminata nel 1582 e l’interno è completato nel 1590: la fase cinquecentesca si deve al lavoro dell’architetto salentino Gabriele Riccardi.

Il XVII secolo si apre con la realizzazione dei tre portali da parte del leccese Francesco Antonio Zimbalo. Quarant’anni dopo, nel 1646Cesare Penna, anch’egli leccese, firma il fastoso ordine superiore della facciata, col suo profluvio di decorazioni.

Una netta distinzione, quindi, temporale e iconografica, caratterizza la facciata di Santa Croce: stili, intenti figurativi, significati e messaggi differenziano nettamente la porzione inferiore – semplice, delimitata da una trabeazione decorata con telamoni umani e felini che simboleggiano la cultura pagana – da quella superiore – i tredici putti, le statue di san Benedetto e di Celestino V, quelle della Fede e della Carità, il rosone centrale di ispirazione romanica.

Il timpano sulla cima, che riporta al centro il trionfo della Croce, sintetizza il racconto per immagini dell’architettura: la cattolicità della Chiesa abbraccia tutta la storia dell’umanità.

November 22, 2018

La Basilica di Santa Croce a Lecce: due facciate in una

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