I Tritone è tornato a soffiare

Dopo un anno di lavori di restauro, lo scorso 19 novembre Roma ha ricominciato a godere della bellissima Fontana del Tritone, capolavoro di Gian Lorenzo Bernini, a piazza Barberini. C’era innanzitutto da rimuovere il calcare cristallizzato sul travertino. Ed è stato anche necessario rinnovare l’impianto d’illuminazione e rigenerare il sistema di ricircolo delle acque.

Naturalmente non è la prima volta che l’opera dell’architetto napoletano (la prima delle sue fontane romane, realizzata fra il 1642 e il 1643 su commissione del suo mentore, papa Urbano VIII) viene restaurata. L’ultima volta accadde nel 1998, anche se la più “traumatica” delle riparazioni fu quella del 1932, in seguito alla quale il monumento ripulito dalle spesse incrostazioni del tempo apparve agli occhi dei romani talmente “diverso” da come lo ricordavano, che sui giornali esplose l’accusa di furto dell’originale e della sua sostituzione con una copia.

La possente divinità marina dalle gambe coperte di squame ha quindi ricominciato a soffiare nella buccina, la conchiglia tortile da cui fuoriesce lo zampillo verticale dell’acqua (che un tempo produceva anche un sibilo, a motivo del quale si parlava di “Fontana del Tritone sonante”).

E il vento ha ripreso a spettinare le acque raccolte nell’ampia vasca della base, da cui si protendono i quattro delfini dalle bocche aperte che, con le code, sorreggono, come su un piedistallo, una grande e spalancata conchiglia bivalve: al vertice di questa piramide barocca giganteggia il dio mezzo uomo e mezzo pesce, che soffia per provocare tempeste o per modulare una delicata melodia di pace.

Soffia sicuramente per suscitare la meraviglia degli uomini.

December 17, 2013

I Tritone è tornato a soffiare

Roma
Piazza Barberini