Il Tempio Malatestiano di Rimini, emblema del Rinascimento

Il Tempio Malatestiano di Rimini – o Basilica Cattedrale di Santa Colomba – fu ideato e progettato da artisti del calibro di Leon Battista Alberti e Piero della Francesca su commissione di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Detto il “lupo di Rimini”, Malatesta condusse un’esistenza da condottiero militare e da patrono delle arti. E il giorno di Natale del 1460 questo disobbediente e litigioso signore di origini lombarde fu scomunicato da un papa intellettuale e umanista, Pio II Piccolomini, che per soprammercato ne fece bruciare l’immagine in effigie.

Il Tempio è espressione di una cultura di tipo neoplatonico e tra le fonti letterarie utilizzate come ispirazione per la complessa iconografia che lo informa – e che ha ben poco di cristiano – figurano le opere del filosofo costantinopolitano Gemisto Pletone, sepolto nella fiancata destra della struttura.

Lo storico dell’arte Cesare Brandi ha scritto che forse non c’è monumento che abbia, come il Tempio Malatestiano, la possibilità e quasi il diritto di porsi a emblema stesso del Rinascimento.

Può arrogarsi di rappresentare tanto, per la storia, per l’arte, per la cultura, spiega Brandi, soprattutto perché come opera d’arte offre la testimonianza astante dell’ideale congiungimento d’arte e di bellezza, di religione e di storia, d’autorità e di libertà, che individuano le dimensioni interne dell’Umanesimo e del Rinascimento, onde fu pagano e cristiano, tirannico e libertario, ascetico e licenzioso.

In un tale straordinario contrasto di opposti, conclude lo studioso, l’unica verace sintesi fu quella dell’arte […] e il Tempio rispecchia appunto quella sintesi nello stesso tempo che testimonia in via diretta o mediata il paganesimo accanto al cristianesimo, amore e odio, sopruso e libertà (C. Brandi, “Scritti d’arte”, Bompiani, Milano 2013).

September 21, 2015

Il Tempio Malatestiano di Rimini, emblema del Rinascimento

Rimini
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