Il Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte e il miracolo del vescovo

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Il Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte, in provincia di Ascoli Piceno, è una costruzione in stile barocco risalente all’inizio del XVIII secolo intitolata al patrono della città marchigiana, della quale fu vescovo e nella quale fu martirizzato durante le persecuzioni anticristiane di Diocleziano.

Emidio, originario di Treviri, visse tra il 273 e l’inizio del IV secolo. Secondo la tradizione, il santo martire considerato dal popolo ascolano protettore contro il terremoto, dopo essere stato decapitato, raccolse il proprio capo e si incamminò fino alle grotte presenti in questo luogo, e oggi ospitate nella chiesetta progettata da Giuseppe Giosafatti. Qui morì e rimase sepolto fino a quando, circa settecento anni dopo, le sue spoglie furono traslate nella Cattedrale di Ascoli.

Ecco come viene raccontato l’episodio in una biografia del santo redatta a inizio Ottocento:

«Decapitato che fu… appena il ferro del manigoldo gli distaccò la cervice dal busto, immediatamente quel sacro tronco fu veduto allor sollevarsi da terra e brancolando raccogliere il capo venerabile nelle mani, il quale tra il sangue e la polvere andava ancora proferendo il dolcissimo nome di Gesù Cristo…

Mentre il busto prodigioso “suscipiens caput suum in birro ambulavit” [procedeva portando il proprio capo nel cappuccio del mantello], si incamminò con sicurezza verso il monte delle tre grotte […], ove giunto, si aprì quel monte da sé medesimo… e ricevutolo dentro il seno, in cui rese lo spirito coronato al suo Creatore, di nuovo tale monte si chiuse» (P. A. Appiani, “Vita di S. Emidio vescovo d’Ascoli”, Ascoli 1832).

Photos via:
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March 25, 2019