Il Sassolungo e il panorama di Messner

Reinhold Messner aveva venticinque anni quando salì in solitaria sul picco del Sassolungo, la vetta principale dell’omonimo massiccio, in Val Gardena.

Era il 1969, e l’alpinista altoatesino era il primo scalatore della storia ad ascendere senza alcun compagno sulla sommità della magnifica montagna, 3.181 metri di altitudine, di fronte alla quale si staglia il Sasso Piatto, che “chiude” la serie di cime – Cinque Dita, Sasso Levante, Dente di Mezdì, Dente – torreggianti per circa un chilometro, da nord-ovest a sud-est.

Era proprio questo che volevo fare, scrive Messner raccontando le sue sensazioni durante le prime esperienze come alpinista fatte insieme al padre e ai fratelli: Arrampicare senza guardarmi attorno, seguendo solo il mio istinto, trovando da solo la via.

Così racconta come inizia la sua passione di scalatore solitario:

Era mezzogiorno, eravamo in quattro sulla cresta del Secéda, nel gruppo delle Odle, io, mio padre e due dei miei fratelli. Sopra di noi, la Piccola Fermeda. Alla luce abbagliante del sole, la parete sud appariva molto ripida, ma articolata, la via di ascesa sembrava non lasciare spazio a dubbi. […] Dal momento che mia padre non obiettò, mi misi in marcia da solo e senza corda.

[…] Individuata una serie di appigli per mani e piedi, iniziai ad arrampicare. Avevo rimosso qualunque cosa, gli unici concetti importanti erano presa, passo e movimento, non pensavo ad altro. Forse in qualche punto ho avuto un attimo di esitazione e il mio sguardo è scivolato giù verso il vuoto che si perdeva trecento metri più in basso fra verdi pascoli.

Passato qualche metro, arrampicare diventò più semplice e poco dopo raggiunsi la cima sud, per poi arrivare, traversando su roccia friabile, alla cima principale, dalla quale, guardando a nord, potevo vedere la Gschmagenhart-Alm, da dove quella mattina eravamo partiti per il nostro giro. Verso sud mi si presentavano tutte le più importanti vette dolomitiche, dal Sassolungo al Sass Songher, più in la, sullo sfondo, la Marmolada, il monte Pelmo e il Civetta… (R. Messner-Th.Hütlin, “La mia vita al limite”, Corbaccio, Milano 2006).

Ecco il Sassolungo in alcune splendide immagini.

Photos via:
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January 1, 2019