Il Palazzo Scaglia di Verrua e la dama di Dumas

La sera appresso giunsi in Torino, dove a cima dello scalone del suo palazzo mi riceveva mia suocera, la vedova contessa di Verrua. […] Quella casa, vasta, immensa, oscura, col suo pavimento e le sue scale di marmo, mi agghiacciava il cuore. Ci precedevano alcuni famigli con torce accese che davan luce da presso, ma lasciavano sepolte nell’ombra quelle immense gallerie che mettevano propriamente spavento….

Così Alexandre Dumas descrive uno scorcio interno del Palazzo Scaglia di Verrua, nel centro di Torino. Il brano è contenuto nel romanzo storico “La Dame de volupté”, nel quale lo scrittore francese racconta la storia d’amore fra la nobildonna Jeanne Baptiste de Luynes, che dimorò nello splendido edificio rinascimentale nella prima metà del XVIII secolo, e il duca Vittorio Amedeo II di Savoia.

Parole che adombrano un profondo malessere psicologico e che non rendono giustizia alla meraviglia di questo fabbricato di fine Cinquecento finemente affrescato – sulla facciata esterna e su quelle della corte interna – da Antonio Parentani, artista lombardo di cui restano labili notizie biografiche.

Palazzo Scaglia Verrua è un pezzo unico nel panorama edilizio storico torinese: l’impianto originario rinascimentale – fatta eccezione per la corte porticata, fino all’Ottocento aperta su tre lati – è infatti rimasto inalterato fino a oggi, non avendo subito rimaneggiamenti successivi come è invece accaduto per la totalità dei coevi edifici della città sabauda.

Il Palazzo ospita il boutique hotel Viastampatori.

Photos via:
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January 7, 2019