Il Palazzo delle meraviglie. Intervista con Prospero Colonna

Galleria Colonna

Galleria Colonna

«È sempre un’emozione trovarsi in ambienti di tale bellezza. C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire o di cui stupirsi. Impossibile abituarsi o restare insensibili».

Il principe Prospero Colonna, che vive fin da quando era bambino nella magnifica dimora di famiglia, nell’attuale piazza Santi Apostoli a Roma, non ha dubbi in proposito, ed è naturalmente facile credergli: nelle sale di Palazzo Colonna – che in sette secoli di vita hanno accolto ventitré generazioni della nobile prosapia capitolina oltre a migliaia di persone tra ospiti e personale – si procede di stupore in stupore.

Impossibile dare conto nello spazio di un articolo dei capolavori contenuti in questo barocco scrigno d’arte. Vi sono conservate, tra le altre, opere di Cosmé Tura e Pinturicchio, di Gaspar van Wittel e Veronese, di Guido Reni e Pietro da Cortona, di Guercino e Annibale Carracci, di Bronzino e Salvator Rosa.

Così come è assai complicato stendere una lista esauriente degli illustri personaggi della storia europea e internazionale che dal XIV secolo a oggi hanno abitato o frequentato le magnifiche cinquecento sale dell’edificio. Si annoverano imperatori e poeti, musicisti e artisti, uomini di Chiesa, condottieri militari e sovrani. E anche attori.

Da Ludovico il Bavaro – che vi giunse nel 1328 quando fu consacrato imperatore del Sacro Romano Impero – a Francesco Petrarca, che vi si trattenne nel 1341 in occasione della sua incoronazione poetica in Campidoglio; da Michelangelo a Caravaggio; da san Carlo Borromeo, ospitato nel Palazzo nella seconda metà del Cinquecento, a Gian Lorenzo Bernini, che vi fu convocato nel 1674 perché desse la sua consulenza per la realizzazione della celebre Galleria, nella quale, qualche secolo dopo, fu allestito il set di “Vacanze romane”, con Audrey Hepburn e Gregory Peck

Per tacere, va da sé, delle grandi personalità che hanno illustrato l’antica casata patrizia. Come, tra gli altri, papa Martino V – al secolo Oddone Colonna, la cui elezione al soglio pontificio nel 1417 sancì la fine dello Scisma d’Occidente – e Marcantonio II, celeberrimo eroe della battaglia di Lepanto del 1571.

Anche innumerevoli “anonimi” hanno goduto dell’ospitalità di Palazzo Colonna, come – ma è solo un esempio – i tremila cittadini che vi trovarono rifugio nel 1527, durante il devastante “Sacco” della città perpetrato dalle truppe di Carlo V.

Il principe Prospero Colonna – alla cui gestione è affidato lo splendido edificio, aperto al pubblico ogni sabato mattina – ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

Sala della Cappella

Che significa nel XXI secolo appartenere a una tra le più prestigiose casate nobili d’Europa? Quali responsabilità e quali privilegi comporta?
Le responsabilità sono sicuramente maggiori rispetto ai privilegi. Vivo al passo con i tempi, con un profondo rispetto per il passato. Palazzo Colonna di Roma e Palazzo Colonna di Paliano, dei quali mi considero custode “pro tempore”, sono una magnifica testimonianza della storia di famiglia.

Quali sono le difficoltà nella gestione e nella valorizzazione di un patrimonio immobiliare così importante? Come le affrontate?
La gestione di una grande dimora storica visitabile regolarmente dal pubblico è molto complessa. Le problematiche concernono essenzialmente la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’organizzazione dell’attività museale, la gestione del personale, i rapporti istituzionali e le relazioni esterne in generale. È essenziale trovare il giusto equilibrio che consenta una sana e trasparente gestione di questa delicata attività culturale.

In effetti, una porzione essenziale del patrimonio storico-artistico e architettonico del nostro Paese appartiene ai discendenti delle famiglie nobili. Quanto grande è il rischio che questa ricchezza vada perduta? E perché?
Basta visitare il sito web dell’Adsi – l’Associazione dimore storiche italiane – per comprendere l’importanza del patrimonio storico-artistico italiano ancora in mano ai privati. Il rischio che corre questa straordinaria risorsa culturale è concreto, per motivi fiscali, ereditari, e per la difficoltà di fare sistema tra pubblico e privato oltre che tra gli stessi privati a livello locale.

Nonostante le difficoltà, il vostro impegno dà ottimi risultati… Federico Zeri ebbe a dire che i musei italiani sono tenuti malissimo, e che le uniche collezioni visitabili sono quelle dei Colonna e dei Doria Pamphilj. Qual è il segreto?
Ho ben conosciuto Federico Zeri che aveva un temperamento molto forte. Da quando pronunciò quella frase a oggi l’offerta culturale in Italia è molto cresciuta e attualmente il nostro Paese vanta splendidi musei grandi e piccoli. Ciò premesso, la Collezione Colonna viene seguita da anni con impegno, dedizione e passione. A volte dico che noi “ci mettiamo il cuore” e questo può fare la differenza…

Il turismo cinese in Italia è da qualche anno in costante crescita, e Roma è naturalmente tra le mete principali. Avete immaginato progetti ad hoc per promuovere Palazzo Colonna tra i viaggiatori provenienti dal grande Paese asiatico?
Già da qualche anno abbiamo il piacere di accogliere alcuni visitatori cinesi a Palazzo Colonna. Il nostro sito (www.galleriacolonna.it) è tradotto in nove lingue, tra cui il cinese, e in lingua cinese sono disponibili presso il nostro bookshop la pubblicazione “Visita a Palazzo Colonna” e un dvd illustrativo del Palazzo. Un percorso completo, sempre in cinese, della Galleria Colonna è a disposizione di ciascun visitatore all’ingresso. Recentemente abbiamo inviato del nostro materiale espositivo all’Associazione Italia-Cina e alle principali agenzie e tour operator che operano con il mercato cinese.

A quali personaggi della sua famiglia è più legato, e perché?
Sono grato – e idealmente affezionato – a tutti i miei antenati che hanno tracciato la storia millenaria della mia famiglia. Tra i tanti, ne cito tre: papa Martino V – Oddone Colonna – per quello che ha fatto per la Chiesa e per la rinascita di Roma; la poetessa Vittoria Colonna, musa e amica di Michelangelo; e mia nonna paterna Isabelle, per come si è dedicata a Palazzo Colonna e alle sue collezioni artistiche.

Ha citato Vittoria Colonna a Donna Isabelle. Nella vostra famiglia ci sono state importanti figure femminili. Si possono ricordare anche, per esempio, Anna Borromeo e Maria Mancini. Quanto hanno pesato le donne nella storia dei Colonna?
Nella storia della nostra famiglia il ruolo delle donne è sempre stato importantissimo. In diversi momenti storici, anche recenti, determinante.

I Colonna hanno sempre avuto un rapporto stretto con la Chiesa di Roma, alla quale, oltre che il Papa da lei citato, hanno fornito numerosi cardinali. Esiste ancora questo legame?
Sì, esiste, ed è un legame profondo.

Sala da pranzo

Sala del Dughet

Sala Rosa

Gaspar Van Wittel, “Veduta di piazza Navona”

Annibale Carracci, “Il Mangiafagioli”

Bronzino, “Madonna con Bambino assopito e sant’Anna”

Photos via:
www.galleriacolonna.it

July 24, 2017

Il Palazzo delle meraviglie. Intervista con Prospero Colonna

Roma
Piazza Santi Apostoli, 66
+39 06 6784350
info@galleriacolonna.it