Il Museo del Violino, dove cantano gli usignoli

L’Auditorium Giovanni Arvedi, nel Museo del Violino, a Cremona, ha un palcoscenico di soli 85 metri quadrati collocato quasi al centro della sala. Chi ha progettato la struttura – le cui linee sinuose tratteggiano il diffondersi nell’aria delle onde sonore – sembra aver tenuto conto dell’opinione di Friedrich Nietzsche, secondo cui «non bisogna solo saper suonare bene, ma anche sapersi far ben udire. Il violino in mano al più gran maestro emette solo un pigolio, quando la sala è troppo grande; allora si può confondere il maestro con qualsiasi strimpellatore…».

E certo sarebbe imbarazzante che la voce del nobile strumento rischiasse di arrochirsi proprio qui, nel suo tempio, dove sono conservati i più bei prodotti della liuteria cremonese realizzati fra XVII secolo e inizio XX, tra i quali alcuni Stradivari provenienti dalle collezioni del Museo stradivariano, del Comune di Cremona e della Fondazione “Walter Stauffer”.

Nelle sale espositive, la storia del meraviglioso oggetto sonoro inventato nel Cinquecento si impara respirando l’odore del legno e delle resine che riempiono la bottega del liutaio appositamente ricostruita, si apprende senza fatica lasciandosi rapire dalla musica delle registrazioni storiche diffuse nella sala d’ascolto.

Qui non c’è pericolo di udire i pigolii paventati da Nietzsche, anche perché, come ebbe a dire Niccolò Paganini, «Stradivari usava per i suoi violini solo il legno degli alberi su cui cantavano gli usignoli».

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December 16, 2013

Il Museo del Violino, dove cantano gli usignoli

Cremona

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