Il mercato di Ballarò

Nel mercato di Ballarò, a Palermo, si mettono in moto tutti i sensi.

L’udito, innanzitutto, sollecitato dalle “abbanniate”, che nel dialetto siciliano indicano le grida stentoree dei venditori. Essi richiamano in questo modo l’attenzione dei passanti sulle mercanzie, così che anche il gusto e l’odorato abbiano piena soddisfazione tra i banchi di pesce, carne, verdure e cibi tradizionali – come le frittelle di farina e ceci – del «più antico mercato alimentare di Palermo», secondo quanto scrisse un viaggiatore arabo del X secolo.

La vista quasi deve difendersi dalla luce e dai mille colori, così vivaci che pare si possano toccare.

Nel quartiere Albergheria, che ospita il Mercato, e che è uno dei cinque rioni normanni del capoluogo siciliano, vide probabilmente la luce Giuseppe Balsamo, l’alchimista, esoterista e negromante meglio conosciuto come Cagliostro.

Chissà se è vero. In mezzo a tanta pienezza di vita, a un così completo appagamento sensoriale, com’è possibile che a qualcuno venga in mente di evocare immateriali e soprannaturali spiriti?

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August 16, 2016

Il mercato di Ballarò

Palermo
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