Il “fotodinamismo” di Bragaglia: tra passato e futurismo

Anton Giulio Bragaglia fotodinamismo futurista

"Violoncellista", 1913

Gli esperimenti fotografici di Anton Giulio Bragaglia (1890-1960) pubblicati nel 1911 nel suo saggio “Fotodinamismo futurista” provocarono una bagarre in seno al movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti.

Il pittore Umberto Boccioni raccomandava ai propri amici e colleghi di astenersi da «qualsiasi contatto con la fotodinamica del Bragaglia». La rivista futurista “Lacerba” dichiarava solennemente che le sperimentazioni del regista non avevano nulla a che fare con l’arte.

Secondo gli illustri detrattori, questa pratica fotografica d’avanguardia – che Bragaglia, assieme ai due fratelli Carlo Lodovico e Arturo, aveva subito voluto innestare nell’esperienza appena iniziata del movimento futurista – non rappresentava nulla di nuovo e rivoluzionario, era un banale prolungamento della vecchia pittura verista: nulla di più di un gesto superficiale di riproduzione meccanica incapace di cogliere il cuore della realtà.

Dovette intervenire lo stesso Marinetti per calmare le acque. Anzi, il letterato si fece addirittura promotore e sponsor economico delle idee fotografiche di Bragaglia.

In quelle immagini secondo lui c’era il futuro.

May 27, 2014