Il Fendi Caffè e la bellezza dei particolari

Fendi Caffè, Palazzo della Civiltà Italiana di Roma

Il Fendi Caffè inaugurato di recente nel Palazzo della Civiltà Italiana di Roma fa da ironico pendant alla celebre frase scolpita nel travertino delle quattro testate del monumentale parallelepipedo bianco, conosciuto anche come “Colosseo quadrato”: Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori.

Un’espressione retoricamente reboante di mussoliniano copyright, posta a circa sessanta metri d’altezza. Un aforisma magniloquente di norma utilizzato dagli italiani in senso antifrastico, quando cioè desiderano scherzosamente sottolineare le debolezze – tante e comunque non tutte deprecabili – della gente italica.

Il Fendi Caffè – splendida location dal design industrial che evoca un bistrot postmoderno – ci ricorda che il popolo italiano è anche quello del “piano terra”, che ama sedersi e trascorrere del tempo in buona compagnia e in volatili conversazioni, magari sulle infinite espressioni della bellezza, non tutte per fortuna meritevoli di enfatiche definizioni da monumento “aere perennius”.

Così, intorno al bancone in legno riciclato disegnato dal team di Controprogetto, sotto le luci orizzontali progettate dall’olandese Piet Hein Eek, fra i mobili vintage, gli oggetti da collezione, i “Botanical Bottles” ideati da Azuma Makoto, artista floreale giapponese, gli ospiti della Maison Fendi – italiani e stranieri – possono confermarsi nel giusto convincimento che la grandezza di un popolo si riconosce anche dal gusto e dalla raffinatezza con cui si prende cura dei piccoli particolari.

Photos via:
https://www.fendi.com

April 14, 2017

Il Fendi Caffè e la bellezza dei particolari

Roma
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