Il Colosso di Barletta, misterioso amico della città

Colosso di Barletta, Eraclio - Colossus of Barletta, Heraclius

Gli abitanti di Barletta hanno dimestichezza col mistero, gli danno del tu, lo salutano e lo chiamano Arè: è l’appellativo popolare – versione dialettale del nome Eraclio – del Colosso bronzeo ospitato nella città pugliese perlomeno a partire dal XIII secolo.

In effetti, la storia della gigantesca statua – dal 1491 svettante nei suoi cinque metri circa d’altezza sul fianco sinistro della locale Basilica del Santo Sepolcro – non ha contorni ben definiti.

Realizzato tra il IV e il V secolo, e giunto qui in maniera non chiara (forse proveniente da Costantinopoli subito dopo il Sacco subito dalla “Nuova Roma” nel 1204, forse da Ravenna tra il 1231 e il 1232), il Colosso di Barletta rappresenta molto probabilmente un imperatore romano, identificato di volta in volta con l’occidentale Onorio (393-423) e con gli orientali Valentiniano I (364-375), Teodosio I (379-395), Teodosio II (408-450). E, ovviamente, con il bizantino Eraclio (610-641).

Dell’originale conserva soltanto testa e busto, il resto del corpo essendo stato amputato nel 1309 dai Domenicani di Manfredonia che, col permesso di Carlo d’Angiò, ne fecero campane per una chiesa di Siponto.

Ecco Arè, il grande, silenzioso e misterioso amico dei barlettani.

Photos via: ©diodo00, ©bluteo71, ©Michele, ©Iggi Falcon, ©Roman Cabrer, ©Edoardo Forneris

September 4, 2017

Il Colosso di Barletta, misterioso amico della città

Barletta
Corso Vittorio Emanuele