Il carnevale di Satriano: simboli antichi e moderni

Carnevale di Satriano di Lucania, Potenza

La domenica che precede il martedì grasso le strade di Satriano di Lucania (Potenza) si riempiono di alberi che camminano, di orsi che si muovono in posizione eretta e di pallide donne vestite di nero.

Si tratta delle tre maschere tipiche dell’antica tradizione carnascialesca di questa località lucana: il “Rumit” (l’“eremita”, cioè l’“uomo-albero” ricoperto di tralci d’edera), l’“Urs” (l’“orso”), e la “Quareseme” (la “Quaresima”, ossia la donna in lutto).

Secondo una particolare interpretazione, tale usanza popolare affonderebbe le radici nella prima metà del XV secolo: nel 1421 una bella e nobile ragazza pugliese fu violentata da un gruppo di giovani satrianesi mascherati con pelli di capra. La fanciulla era una protetta della regina Giovanna II – Giovanna II d’Angiò-Durazzo, regina di Napoli dal 1414 al 1435 –, che ne vendicò l’oltraggio subito con la distruzione della cittadina.

Le tre maschere sarebbero la rappresentazione simbolica degli elementi costitutivi di quella vicenda: cioè il delitto commesso dai giovani camuffati con le pelli – gli orsi – e le conseguenze della vendetta, cioè l’indigenza simboleggiata dagli eremiti e la tristezza impersonata dalle Quaresime, le donne in nero.

Ma il tempo cambia in continuazione il senso dei simboli. Oggi, secondo le intenzioni degli organizzatori della manifestazione carnevalesca, i 131 eremiti-alberi che invaderanno pacificamente Satriano (uno per ogni comune lucano) lambendo le porte delle case con un ramo di pungitopo posto in cima a un bastone saranno latori di un messaggio ecologista.

La manifestazione avrà luogo sabato 25 e domenica 26 febbraio.

Photos via: ©Simona Fossi

February 23, 2017

Il carnevale di Satriano: simboli antichi e moderni

Satriano di Lucania (Potenza)
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