Il Battistero di San Giovanni di Padova e il capolavoro di Giusto de’ Menabuoi

Battistero di San Giovanni, a Padova, affreschi di Giusto de’ Menabuoi - frescoes in the Baptistery of Saint John in Padua

Eccoci nel Battistero di San Giovanni, a Padova, un edificio originario del XII secolo e consacrato nel 1281. Al suo interno trionfano gli affreschi di Giusto de’ Menabuoi, artista fiorentino (1330-1390) la cui sensibilità – soprattutto coloristica – è molto probabilmente frutto di una familiarità con Giotto.

Giusto dipinse nella cupola il “Paradiso”, con una raggiera di santi e beati attorno a Cristo Pantocratore e alla Madre di Dio; sulle pareti, le “Vite di san Giovanni Battista, di Maria e di Gesù”; negli spazi intorno e sopra all’altare, la “Crocifissione”, la “Discesa dello Spirito Santo”, un polittico e alcune immagini tratte dall’“Apocalisse” di san Giovanni; nel tamburo, le “Storie della Genesi” e sui pennacchi i “Profeti e gli Evangelisti”.

Il lavoro gli fu commissionato da Fina Buzzicarini, moglie di un esponente della nobile schiatta dei Carraresi, quel Francesco da Carrara presso la cui corte Giusto si era stabilito intorno al 1370. Del resto Padova fu, insieme a Firenze e Milano, la patria elettiva del pittore fiorentino: infatti aveva già lavorato nella città veneta prima della realizzazione del Battistero.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha scritto: La sua visione, toscana e lombarda insieme, in originale sintesi, si fa epica nella grandiosa impresa del Battistero di Padova […], un’impresa che ha il respiro di una cantica dantesca.

Sulle pareti, continua Sgarbi, l’artista si esercita con la meticolosità di un miniatore sulle pagine di un libro: non ha fretta e non cerca scorciatoie. Così la sua pittura è morbida, precisa, soprattutto nella definizione degli interni. […] Giusto affronta il “Paradiso” della cupola come un’ossessione ripetitiva in una dimensione irreale per accentuarne il carattere metafisico. È invece narrativo nelle storie bibliche ed evangeliche fino al perfetto equilibrio dell’“Annunciazione” concepita entro uno spazio già prospetticamente definito (V. Sgarbi-M. Ainis, “Il tesoro d’Italia”, Bompiani, Milano 2013).

E ora, spazio agli affreschi.

Photos via: ©sandromars, ©Niksa Smoje, ©claude05, ©Michael Jones

July 20, 2017

Il Battistero di San Giovanni di Padova e il capolavoro di Giusto de’ Menabuoi

Padova
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