Il Barocco più bello del mondo nel Palazzo Chigi di Ariccia

Veduta del Palazzo Chigi di Ariccia (Roma)

Ad Ariccia, a trenta chilometri da Roma, batte un cuore barocco. Un cuore che prese vita tre secoli e mezzo fa grazie al genio creativo dell’artista più importante di quella stagione culturale nata proprio nell’Urbe nel XVII secolo.

Si sta parlando, naturalmente, di Palazzo Chigi e di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), scultore, pittore e architetto napoletano che, oltre a progettare la fastosa dimora della nobile schiatta d’origine senese, si occupò anche della ristrutturazione urbanistica dell’antico borgo dei Castelli Romani, divenuto feudo dei Chigi nel 1661, anno in cui lo acquistarono dalla famiglia Savelli.

Arrivandoci da Roma, dopo aver varcato il monumentale e vertiginoso ponte di settanta metri sotto il quale corre l’Appia Antica, si entra in una piazza bianca, una magnifica quinta scenografica disegnata dal maestro del Barocco romano e dal suo collaboratore Carlo Fontana. Si tratta della Piazza di Corte, su cui si affacciano la Collegiata di Santa Maria Assunta e, di fronte a essa, Palazzo Chigi, appunto.

Di norma il termine “barocco” suggerisce immediatamente immagini di eccesso, magniloquenza, trionfo, preziosismo. Qui non accade. Come scrisse nel XIX secolo lo studioso svizzero Marcel Reymond parlando della Collegiata dell’Assunta – una chiesa candida, discreta, senza ori e orpelli – «nessuno con le idee che noi abbiamo sul Bernini, potrebbe supporre che tale architettura sia opera sua».

ll Palazzo Chigi di Ariccia (Roma)

ll Palazzo Chigi di Ariccia (Roma)

La Collegiata di Santa Maria Assunta

La Collegiata di Santa Maria Assunta

Ma è all’interno di Palazzo Chigi – originale sintesi architettonica tra la struttura a “U” tipica delle ville romane e l’impianto rettangolare dei castelli dell’Île de France, coi caratteristici torrioni angolari – che esplode il colorato fasto del Barocco.

Si entra in una straordinaria Wunderkammer seicentesca composta da decine di meravigliose sale dalle pareti e dai soffitti finemente decorati e affrescati nelle quali si possono ammirare dipinti, disegni, sculture, mobili, arredi, stoffe e abiti risalenti in gran parte al XVII secolo. Tutto intatto, tutto stupefacente, tutto sfarzoso. Tutto (compreso il “Cucinone”, in cui sono conservati arredi originari del Seicento) come appariva agli ospiti che capitavano da queste parti trecentocinquant’anni fa.

All’interno di questa spettacolare dimora gentilizia, circondata da ventotto ettari di parco – l’antico “Nemus Aricinum” sacro a Diana –, il verso dello scrittore Giovan Battista Marino prende davvero corpo: «È del poeta il fin la meraviglia». Un endecasillabo esortativo indirizzato non solo ai poeti, ma a tutti gli artisti dell’epoca. Ai quali Palazzo Chigi ha anche destinato un museo, il Museo del Barocco, per l’appunto, che raccoglie circa trecento opere di pittori attivi fra il XVII e il XVIII secolo.

La Collegiata: uno dei due casini porticati laterali che fiancheggiano il portico della chiesa

La Collegiata: uno dei due casini porticati laterali che fiancheggiano il portico della chiesa

Il terrazzo del Palazzo Chigi affacciato sull'annesso grande parco

Il terrazzo del Palazzo Chigi affacciato sull’annesso grande parco

Una meraviglia che incantò anche il regista Luchino Visconti, il quale decise di girare qui alcune scene del suo capolavoro “Il Gattopardo” (1963).

Nelle Stanze del Cardinale, al piano terra, e in quelle del Piano Nobile – molte delle quali hanno le pareti foderate da rarissimi rivestimenti in cuoio del XVII secolo, i cosiddetti “parati di Cordoba”, una delle tante preziosità che rendono ineguagliabile questo luogo –, sono ospitati dipinti dei massimi artisti della Roma seicentesca: da Mario de’ Fiori a Giacinto Brandi, da Carlo Baratta a Bernardino Mei, dal Cavalier d’Arpino al Baciccio, da Salvator Rosa a Pierfrancesco Mola.

E, appartati nella Cappella del Palazzo, troviamo “San Giuseppe e il Bambino” raffigurati in una bellissima sanguigna che Bernini compose nel 1663. È l’unica opera muraria del maestro e l’unica da lui autografata.

Una delle meravigliose perle barocche nascoste nel cuore di Ariccia. Ecco alcune immagini inedite realizzate da “Italian Ways” grazie alla disponibilità dello staff istituzionale di Palazzo Chigi.

Informazioni approfondite sul Palazzo Chigi di Ariccia sono reperibili nel sito ufficiale www.palazzochigiariccia.it e nei seguenti libri di Francesco Petrucci: “Palazzo Chigi ad Ariccia” (Arti Grafiche Ariccia, Ariccia 1984); “Il Parco Chigi in Ariccia”, con P. Bassani (Edizioni del Parco, Rocca di Papa 1992); “Itinerario nel Parco Chigi”, con P. Bassani (Ariccia 1995); “Palazzo Chigi in Ariccia. Guida illustrata” (Ariccia 2010); “The Chigi Palace in Ariccia. Illustrated guide” (traduz. S. Marra, Ariccia 2010).

Fotografie © Chiara Collaro

Particolare della Stanza delle carte a cimatura (al piano terra) caratterizzata dal raro parato settecentesco in carta "a cimatura", per l'effetto di velluto ottenuto tramite stoffa tritata e applicata

Particolare della Stanza delle carte a cimatura (al piano terra) caratterizzata dal raro parato settecentesco in carta “a cimatura”, per l’effetto di velluto ottenuto tramite stoffa tritata e applicata

Volta della Stanza della Vergine

Volta della Stanza della Vergine

Camera Rossa (Camera di Sua Altezza), al piano terra: era la camera da letto del cardinale Flavio I Chigi

Camera Rossa (Camera di Sua Altezza), al piano terra: era la camera da letto del cardinale Flavio I Chigi

Particolare dell'Anticamera (piano terra): fungeva da anticamera e studio del cardinale Flavio I Chigi. La sala è rivestita da un prezioso parato in cuoio stampato recante disegno a fogliame di quercia in oro su fondo rosso scuro di chiara impronta berniniana

Particolare dell’Anticamera (piano terra): fungeva da anticamera e studio del cardinale Flavio I Chigi. La sala è rivestita da un prezioso parato in cuoio stampato recante disegno a fogliame di quercia in oro su fondo rosso scuro di chiara impronta berniniana

Particolare della Sala dei Cani (al piano terra), che prende il nome dalle quattro tele con cani levrieri, trofei della caccia e feudi Chigi, eseguite tra il 1664 e il 1665 da Michelangelo Pace detto "il Campidoglio"

Particolare della Sala dei Cani (al piano terra), che prende il nome dalle quattro tele con cani levrieri, trofei della caccia e feudi Chigi, eseguite tra il 1664 e il 1665 da Michelangelo Pace detto “il Campidoglio”

Particolare della Sala dei Cani con il "Busto di papa Alessandro VII" di Giuseppe Mazzuoli

Particolare della Sala dei Cani con il “Busto di papa Alessandro VII” di Giuseppe Mazzuoli

Il "Cucinone" (piano terra): voltato a crociera con colonna a capitello tuscanico, risale ai lavori diretti da Carlo Fontana fra il 1664 e il 1672 e conserva arredi originari del Seicento, con rami e posate in stagno e una cucina in ghisa dei primi del Novecento

Il “Cucinone” (piano terra): voltato a crociera con colonna a capitello tuscanico, risale ai lavori diretti da Carlo Fontana fra il 1664 e il 1672 e conserva arredi originari del Seicento, con rami e posate in stagno e una cucina in ghisa dei primi del Novecento

Particolare degli arredi del "Cucinone"

Particolare degli arredi del “Cucinone”

Particolare della Stanza delle Carte Cinesi

Particolare della Stanza delle Carte Cinesi

Camera Verde (Piano Nobile), così chiamata per il colore dei parati in cuoio, delle stoffe e degli arredi che la caratterizzano. Nel film "Il Gattopardo", di Luchino Visconti, era la camera da letto del Principe di Salina

Camera Verde (Piano Nobile), così chiamata per il colore dei parati in cuoio, delle stoffe e degli arredi che la caratterizzano. Nel film “Il Gattopardo”, di Luchino Visconti, era la camera da letto del Principe di Salina

Sala da pranzo d'Estate (Piano Nobile). Adibito a sala da pranzo durante i soggiorni estivi e autunnali dei Chigi, ha ospitato anche manifestazioni teatrali nel XVII e XVIII secolo. Qui è stata ambientata da Luchino Visconti la sala da pranzo nel film "Il Gattopardo"

Sala da pranzo d’Estate (Piano Nobile). Adibito a sala da pranzo durante i soggiorni estivi e autunnali dei Chigi, ha ospitato anche manifestazioni teatrali nel XVII e XVIII secolo. Qui è stata ambientata da Luchino Visconti la sala da pranzo nel film “Il Gattopardo”

Particolare della Sala da pranzo d'Estate

Particolare della Sala da pranzo d’Estate

Particolare della Stanza delle Belle (Piano Nobile), con la famosa serie di ritratti raffiguranti nobildonne romane. Nel film "Il Gattopardo" era lo studio del Principe di Salina

Particolare della Stanza delle Belle (Piano Nobile), con la famosa serie di ritratti raffiguranti nobildonne romane. Nel film “Il Gattopardo” era lo studio del Principe di Salina

Particolare della Farmacia e Gabinetto dei Ritratti (Piano Nobile). Questa stanza riunisce in sé quattro funzioni principali: quadreria di 150 ritratti dei nobili Chigi, spezieria, libreria e medagliere (medaglie dei Marescialli del Conclave e due medaglioni di bronzo incorniciati su progetto di Bernini)

Particolare della Farmacia e Gabinetto dei Ritratti (Piano Nobile). Questa stanza riunisce in sé quattro funzioni principali: quadreria di 150 ritratti dei nobili Chigi, spezieria, libreria e medagliere (medaglie dei Marescialli del Conclave e due medaglioni di bronzo incorniciati su progetto di Bernini)

Particolare della Farmacia e Gabinetto dei Ritratti

Particolare della Farmacia e Gabinetto dei Ritratti

Veduta del Parco dalla terrazza del Palazzo

Veduta del Parco dalla terrazza del Palazzo

Sala Mario de' Fiori (o Sala da pranzo d'Inverno, al Piano Nobile). Prende il nome dalla celebre serie di dipinti dedicata alle "Quattro stagioni" realizzata da Mario Nuzzi (detto appunto Mario de' Fiori) nella seconda metà del Seicento

Sala Mario de’ Fiori (o Sala da pranzo d’Inverno, al Piano Nobile). Prende il nome dalla celebre serie di dipinti dedicata alle “Quattro stagioni” realizzata da Mario Nuzzi (detto appunto Mario de’ Fiori) nella seconda metà del Seicento

Particolare della Sala Mario de' Fiori (sulla parete, il dipinto "L'Inverno")

Particolare della Sala Mario de’ Fiori (sulla parete, il dipinto “L’Inverno”)

Sala Borghese (Piano Nobile): vi sono raccolti alcuni ritratti di personaggi della famiglia di origine senese con cui i Chigi si imparentarono nel Seicento

Sala Borghese (Piano Nobile): vi sono raccolti alcuni ritratti di personaggi della famiglia di origine senese con cui i Chigi si imparentarono nel Seicento

"San Giuseppe con il Bambino", sanguigna realizzata nel 1663 da Gian Lorenzo Bernini e conservata nella Cappella del Piano Nobile. Presenta la firma autografa del grande artista

“San Giuseppe con il Bambino”, sanguigna realizzata nel 1663 da Gian Lorenzo Bernini e conservata nella Cappella del Piano Nobile. Presenta la firma autografa del grande artista

Particolare della Sala Maestra (Piano Nobile), l'ambiente principale del Palazzo, oggi adibito anche a sala concerti, convegni e conferenze. Le tele grandi che rappresentano angeli sono di Giuseppe Cesari, il "Cavalier d'Arpino", e sono i modelli preparatori per i mosaici della cupola di San Pietro in Vaticano

Particolare della Sala Maestra (Piano Nobile), l’ambiente principale del Palazzo, oggi adibito anche a sala concerti, convegni e conferenze. Le tele grandi che rappresentano angeli sono di Giuseppe Cesari, il “Cavalier d’Arpino”, e sono i modelli preparatori per i mosaici della cupola di San Pietro in Vaticano

Particolare del Salone Giallo-rosso (Anticamera dell'Udienza, al Piano Nobile), così denominato dal colore dei damaschi in raso del XVII secolo. Al centro, la terracotta di Melchiorre Cafà raffigurante Alessandro VII (1667); ai lati del busto, la coppia di tavoli da muro intagliati con cornucopie e fogliame da Antonio Chicari su disegno di Bernini

Particolare del Salone Giallo-rosso (Anticamera dell’Udienza, al Piano Nobile), così denominato dal colore dei damaschi in raso del XVII secolo. Al centro, la terracotta di Melchiorre Cafà raffigurante Alessandro VII (1667); ai lati del busto, la coppia di tavoli da muro intagliati con cornucopie e fogliame da Antonio Chicari su disegno di Bernini

Sala Maestra, "Marina con sant'Agostino", opera a due mani di Alessandro Mattia da Farnese e Jean de Momper (1661)

Sala Maestra, “Marina con sant’Agostino”, opera a due mani di Alessandro Mattia da Farnese e Jean de Momper (1661)

Particolare di una parete con rivestimento in cuoio stampato del XVII secolo, detto "parato di Cordoba"

Particolare di una parete con rivestimento in cuoio stampato del XVII secolo, detto “parato di Cordoba”

Particolare della Sala Albani

Particolare della Sala Albani

Sala dei Servitori (Piano Nobile). Notevole la lampada di bronzo al centro, con putti che sostengono una corona con le stelle dello stemma araldico dei Chigi, ideata da Bernini e fusa nel 1885 da Alessandro Nelli sul calco di quella della Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo a Roma

Sala dei Servitori (Piano Nobile). Notevole la lampada di bronzo al centro, con putti che sostengono una corona con le stelle dello stemma araldico dei Chigi, ideata da Bernini e fusa nel 1885 da Alessandro Nelli sul calco di quella della Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo a Roma

October 18, 2016

Il Barocco più bello del mondo nel Palazzo Chigi di Ariccia

Ariccia (Roma)
Palazzo Chigi, Piazza di Corte, 14
+39 06 9330053
+39 06 9330988