I ritratti di Lorenzo Lotto, volti e vite interiori

Lorenzo Lotto, Autoritratto - self-portrait

Possibile "Autoritratto", 1540 ca, olio su tela, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

Per presentare questi ritratti del pittore veneziano Lorenzo Lotto (1480-1557) ci affidiamo alle parole di un grande scrittore e saggista polacco, Gustaw Herling-Grudzinski (1919-2000).

Lotto nacque a Venezia sul finire del XV secolo. […] Dipinse molto, ma senza successo; era un girovago, instancabilmente alla ricerca di commissioni anche modeste. Veniva pagato quattro soldi nelle chiese e per i ritratti. La miglior testimonianza del suo carattere è l’esclamazione del velenoso Aretino: “Oh Lotto, come la bontà buono e come la virtù vertuoso!” […] Si diceva che fosse “senza radici”. Voleva essere sepolto nella natia Venezia, ma fu troppo povero per abitarvi prima della morte. Trascorse gli ultimi anni come “oblato” in un convento di Loreto, dove aveva garantito ogni giorno un piatto di zuppa. E là morì approssimativamente a ottant’anni. […] Bernard Berenson scrisse su di lui una grande monografia. Ne trascrivo una frase: “Mai, né prima né dopo Lorenzo Lotto, è riuscito a un artista di dipingere sul volto del modello tanta parte della sua vita interiore” (Gustaw Herling, “Ritratto veneziano”, Feltrinelli, Milano 1995).

Ecco una galleria di vite interiori.

May 19, 2015