I mosaici di Cavallini a Santa Maria in Trastevere

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La nascita della Vergine

Di Pietro Cavallini – pittore e mosaicista romano vissuto fra il 1240 e il 1330 – si hanno poche notizie: si sa che fu assai longevo, che per un certo periodo frequentò la corte angioina di Napoli e che realizzò tra 1270 e il 1280 dipinti oggi perduti in San Paolo fuori le Mura a Roma.

Oltre alla Basilica Ostiense, ospitano affreschi attribuibili con certezza al “pictor romanus” la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere (1293) e la chiesa di Santa Maria Donnaregina a Napoli (1316-1320).

Nell’abside della Basilica di Santa Maria in Trastevere, sempre a Roma, si trova invece il meraviglioso ciclo musivo delle “Storie della Vergine”, risalente con molta probabilità al 1291.

Ecco come ne parla lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan:

I mosaici di Santa Maria in Trastevere, benché non innovino l’iconografia corrente, sono composti con un senso plastico e coloristico che dimostra un’intelligenza più acuta delle fonti tardo-antiche: quella che era una tradizione locale va trasformandosi in una posizione culturale motivata e cosciente.

Le figure sono piene di dignità “antica”, avvolte in grevi manti che ne magnificano il volume, la compattezza statuaria; misurati e solenni sono i gesti, intensi gli sguardi. Un mutamento così radicale non si spiega senza un fattore esterno ed è quello di Arnolfo di Cambio, attivo a Roma negli ultimi decenni del secolo.

L’influenza non si limita all’ideale della figura statuaria. Pietro Cavallini plasma il colore come Arnolfo la pietra, ed è colore denso, profondo, che fa massa: assorbe in sé, nella propria intensità di pigmento, il chiaroscuro, quasi cancella i contorni. È una via parallela, ma più stretta e con minori prospettive, a quella di Giotto: ciò che spiega come, oltre a diffondersi nel Lazio e nella Campania per ripercussione diretta, la pittura cavalliniana abbia avuto conseguenze lontane, associandosi alla grande lezione giottesca, come nella scuola pittorica di Rimini (“Storia dell’arte italiana”, Sansoni, Firenze 1968).

Photos via:
www.atlantedellarteitaliana.it

September 1, 2016

I mosaici di Cavallini a Santa Maria in Trastevere

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