I guitti e gli istrioni degli “Scherzi” di Tiepolo

"Baccante, satiro e faunessa"

Guardando gli “Scherzi di fantasia”, le incisioni che Giambattista Tiepolo (1696-1770) realizzò a partire dal 1743, si capiscono bene le parole dello storico dell’arte Giulio Carlo Argan intorno ai temi pittorici frequentati dal grande artista veneziano:

Sono soggetti religiosi, storici, mitologici, allegorici: sono trattati ampollosamente, con tutti i riguardi, ma si vede subito che l’artista è indifferente ai temi religiosi, considera gli storici come discorsi senza senso, ride della mitologia e si diverte con le allegorie.

I personaggi che il pittore raduna in costumi sgargianti sotto i falsi nomi di re e regine dell’antichità sono istrioni e guitti mascherati, gente non meno ambigua, malgrado l’aspetto, dei frati demoniaci e degli zingari del Magnasco (“Storia dell’arte italiana”, Sansoni, Firenze 1968).

Gli “Scherzi” di Tiepolo – che insieme ai “Capricci” sono le acqueforti più famose del maestro veneziano – furono pubblicati postumi nell’ultimo quarto del Settecento dal figlio Giandomenico (1727-1804), anch’egli pittore.

Naturalmente, nelle incisioni è assente quell’“andar su di giri” dei colori che Argan individua nei dipinti. Ma l’effetto movimento del “gran teatro del mundo”, per dirla con Calderón, è vertiginoso.

Photos via:
www.atlantedellarteitaliana.it/artwork-15578.html

February 6, 2017